L’edizione 2021 venne posticipata al 25 aprile, a causa dell’emergenza da Covid – 19, quest’anno invece sarà visibile nella notte fra il 27 e 28 marzo 2022, trasmessa dal Dobly Theatre di Hollywood in diretta su Sky Cinema Oscar, canale 303, oppure in simulcast su Sky Uno e Tv8.

Quella di quest’anno si profila come una serata piena di sorprese, grandi nominations e nomi di enorme risonanza. I premi più ambiti rimangono ovviamente i cosiddetti Big Five, le categorie principali divise in miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista, miglior attrice protagonista e miglior sceneggiatura. Sono solo tre, dal 1929 ad oggi, i film che sono stati in grado di accaparrarseli insieme: Accadde una notte (1934) di Frank Capra, Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) di Milos Forman e Il silenzio degli innocenti (1991) di Jonathan Demme. È evidente che anche quest’anno nessuno sarà in grado di aggiudicarsi la cinquina, data la straordinaria varietà dei titoli in gara.

Ad imperare è Il potere del cane della neozelandese Jane Campion, con Benedict Cumberbatch nella parte di protagonista, candidato a ben 12 statuette e la prima donna a ricevere la seconda nomination in carriera per la miglior regia; fra i grandi nomi c’è anche quello di Kenneth Branagh, che quest’anno batte il suo record con 7 candidature per Belfast. Branagh non è un nome sconosciuto all’Academy: nella sua carriera è già stato più volte in lista per aggiudicarsi l’ambita statuetta, sia come regista (Enrico V, da William Shakespeare, nel 1990) che come attore (nel 2012, per Marilyn, di Simon Curtis). Accanto a Branagh, altri due fuoriclasse della Hollywood del XXI secolo: il messicano Guillermo del Toro con La fiera delle illusioni – Nightmere Alley, già vincitore nel 2017 di 4 Oscar per La forma dell’acqua – The shape of water (che in quell’anno vinse anche l’ambito Leone d’Oro alla Mostra internazionale del cinema di Venezia) e l’onnipresente Steven Spielberg, alla sua ottava nomination alla regia, con il secondo adattamento cinematografico, dopo quello di Robert Wise nel 1961, di West Side Story che rincorre come Branagh 7 nomination.

A parità di quantità di candidature, solo secondo a Il potere del cane si colloca il kolossal sci – fi di Denis Villenueve, Dune, con Timothèe Chalamet e Zendaya: in tutto 10 candidature, fra cui miglior film e miglior sceneggiatura non originale.

Tra i favoriti c’è poi Ryusuke Hamaguchi con Drive my car, il terzo regista giapponese candidato alla miglior regia dopo Hiroshi Teshigahara e Akira Kurosawa, che nel 1950 ruppe definitivamente l’ostracismo verso il cinema orientale vincendo la categoria per il miglior film straniero con Rashomon. Risultati più modesti ottengono invece Paul Thomas Anderson con Licorice Pizza (in sala dal 17 marzo scorso) e Joel Coen con The tragedy of Macbeth, totalizzando entrambi 3 nomination. Grande rivelazione del 2021, Don’t look Up di Adam McKay con Leonardo di Caprio che rincorre la candidatura per il miglior film.

Tra i miglior film d’animazione merita citare invece Encanto di Byron Howard e Jared Bush, candidato anche a migliori musiche e miglior canzone originale per Dos Oroguitas di Lin – Manuel Miranda, che si disputa la candidatura con Luca di Enrico Casarosa (italiano, anche se naturalizzato statunitense).

C’è poi un italiano, stavolta doc, nella categoria per il miglior film straniero, il favoritissimo Paolo Sorrentino con È stata la mano di Dio, già regista vincitore della stessa categoria nel 2014 per il capolavoro La Grande Bellezza.

Entusiasmanti anche le categorie del miglior attore e attrice: fra i colossi Javier Bardem, Benedict Cumberbatch e Danzel Washington spiccano Andrew Garfield per Tick, tick…boom e Will Smith per Una famiglia vincente – King Richard, mentre fra le donne troviamo una rediviva Nicole Kidman per A proposito dei Ricardo, Penelope Cruz, meritatamente candidata per la parte da protagonista in Madres Paralelas, ultima straordinaria fatica del regista spagnolo Pedro Almodovar, e la portentosa Olivia Colman per La figlia oscura, tratto da un romanzo di Elena Ferrante e clamoroso esordio alla regia di Maggie Gyllenhaal, in corsa anche per la miglior sceneggiatura non originale. Inaspettata la presenza di Kristen Stewart per Spencer, il film drammatico su Lady D del regista Pablo Larraìn.

Ma le sorprese non finiscono qui. La 94esima edizione della cerimonia degli Oscar meraviglia anche per la scelta dell’Academy di introdurre il premio del pubblico, dedicato alla pellicola più popolare. Ma non è questo ad aver fatto storcere il naso agli addetti ai lavori, quanto la decisione dell’Academy di escludere dalla diretta la consegna di alcuni premi considerati “minori”, come montaggio, colonna sonora, make up e suono “per snellire e accorciare il rito, dicono i responsabili della sciagurata decisione” come ricorda Gianni Canova sul suo profilo instagram. Una scelta che compromette decisamente la credibilità dell’intera manifestazione, già di per sé manomessa negli anni addietro dalla convinzione unanime di voler candidare solo quelle pellicole che rispondessero ai criteri della politically correctness, o “cultura del piagnisteo” come amava chiamarla il critico d’arte Robert Hughes, dimenticando che il cinema “è una famiglia in cui ogni arte è indispensabile al pari di tutte le altre” come ha detto Steven Spielberg. La domanda allora sorge spontanea: ma cosa sta succedendo ad Hollywood?

Nell’attesa di trovare una risposta, facciamo anche un’altra domanda: chi si aggiudicherà le categorie più ambite della 94esima edizione della Notte degli Oscar?

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La Notte degli Oscar 2022, tra grandi nomi e pessime scelte
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L’edizione 2021 venne posticipata al 25 aprile, a causa dell’emergenza da Covid – 19, quest’anno invece sarà visibile nella notte fra il 27 e 28 marzo 2022, trasmessa dal Dobly Theatre di Hollywood in diretta su Sky Cinema Oscar, canale 303, oppure in simulcast su Sky Uno e Tv8.
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Redazione
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Jacopo Marconi

Collaboratore Massa Carrara News

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