Cultura e tecnologie sono state il fulcro del dibattito che ha avuto luogo giovedì 1 dicembre a Palazzo Binelli. L’incontro si è tenuto nell’ambito della mostra “Felice Vatteroni. Viaggio nella scultura del Novecento a Carrara”, a cura di Luisa Passeggia.

Vatteroni e i maestri della scultura in digitale: l’incontro sulla rivoluzione digitale

Durante la conferenza “Vatteroni e i maestri della scultura in digitale”, a Palazzo Binelli, sono stati affrontati molti temi, tra i quali soprattutto il ruolo della digitalizzazione nel mondo della cultura e dell’arte.

Adottare nuovi strumenti tecnologici, se da un lato garantisce una maggiore democratizzazione della cultura, non può reggere se alla base manca una documentata indagine storica.

Quest’ultima deve sorreggere l’impalcatura data dai nuovi mezzi digitali. Il rischio, altrimenti, è di sfociare nel mero intrattenimento, privo di ogni tipo di crescita personale.

Riflettere sulla rivoluzione digitale è estremamente importante –  ha esordito Maria Mattei, introducendo l’incontro.

La rivoluzione digitale è diversa dalle rivoluzioni che studiamo nella storia, come quella industriale e quella che negli anni Cinquanta ha portato la televisione nelle nostre case. Quella digitale è veloce, forse si fa fatica a starle dietro. Sicuramente ha contribuito a modificare nel profondo le stesse istituzioni culturali.

È un cambiamento profondo, il nostro è un linguaggio globale, i contenuti sono condivisi e prodotti dagli utenti stessi, come avviene nei social network. La digitalizzazione è un ponte attraverso il quale le differenze economico-sociali culturali vengono meno.

Prima della tecnologia: l’importanza della ricerca

Per conoscere qualsiasi cosa, da un castello all’opera di un artista, ma anche per organizzare una mostra densa di significato bisogna fare una ricerca. È molto interessante partecipare a un incontro che si occupa di immateriale, all’interno di una mostra dedicata a Vatteroni, che ha lavorato il materiale più solido per eccellenza, il nostro marmo –  ha commentato Corrado Lattanzi, presidente dell’Istituto Valorizzazione Castelli, che ha introdotto la conferenza.

La digitalizzazione permette a tutti ad accedere a portali di conoscenze e di fare indagini approfondite su qualsiasi tema, democratizzando di fatto la cultura. È un fenomeno sociale. Inoltre attraverso la digitalizzazione stessa il frutto della ricerca va a finire in un solo posto, fruibile a tutti in qualsiasi momento, grazie all’open access.

L’incontro sinergico di cultura, conoscenza, ricerca e strumenti digitali offre la possibilità di addentrarsi nella storia locale, approfondendo tematiche interessanti non solo per gli studiosi, ma per un pubblico ampio che desideri conoscere di più sul proprio territorio.

Claudio Paolocci, direttore della Fondazione Franzoni di Genova, durante il proprio contributo ha toccato diversi argomenti e punti di vista inerenti il rapporto centrale tra cultura e tecnologia.

Negli ultimi anni c’è stata una rivoluzione molto veloce – ha raccontato Paolocci –  dalla staticità di andare fisicamente in un museo si è arrivati al momento presente, in cui sono vari i modi in cui le tecnologie si mescolano alla cultura. Le mostre immersive, ad esempio, hanno un sistema digitale interattivo molto complesso. Bisogna dare un supporto pedagogico alla tecnologia, altrimenti come definire questo tipo di evento: cultura, divulgazione o intrattenimento?

Non bisogna perdere di vista il ruolo di quello che sta prima qualsiasi altra cosa, in questo caso il lavoro di Luisa Passeggia è stato dare un senso alla molteplicità di elementi, vincendo l’aspirazione all’universalità e creando un percorso ideale per stimolare la curiosità al visitatore, per un’ indagine successiva.

Il mondo di Vatteroni è composto da molto altro rispetto alle poche sculture più note. La mostra offre la possibilità di farci interloquire tra il reale e la lettura culturale su determinate realtà.

Luisa Passeggia, curatrice della mostra, è intervenuta in merito al “Dizionario online degli Scultori della Lunigiana: la voce di Felice Vatteroni”. L’incontro si è concluso con la visita guidata alla mostra, che ha messo in luce le varie sfaccettature di un artista fondamentale per il territorio. Un percorso studiato per far emergere la capacità di sperimentazione dello scultore (qui i prossimi appuntamenti).

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Giulia Frigerio

Collaboratrice Massa Carrara News

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