Presenti Maurizio Verona, sindaco di Stazzema e presidente del Parco nazionale della pace, e la sindaca di Carrara Serena Arrighi.

“Questi gesti – ha detto il sindaco Verona – confermano la necessità di una legge antifascista che punisca con pene certe i colpevoli di certe azioni. E noi da Sant’Anna abbiamo presentato al Parlamento un disegno di legge di iniziativa popolare che aspetta di essere discusso”.

Proprio davanti a dove era apparsa la scorsa settimana la scritta “Sant’Anna non è mai accaduta” (in rosso ma subito fatta cancellare dal Comune di Carrara), ieri si sono ritrovati il sindaco di Stazzema Maurizio Verona e la sindaca di Carrara Serena Arrighi.

Insieme a loro, per un simbolico sit-in di protesta contro una frase che è stata definita “inaccettabile”, cerano Graziano Lazzeri, in rappresentanza dell’Associazione Martiri di Sant’Anna, e sua madre Adele Pardini, superstite della strage di Sant’Anna del 12 agosto 1944, nonché sorella di Cesira, Medaglia d’oro al merito civile, scomparsa un anno fa, e sorella di Anna, la vittima più piccola dell’eccidio uccisa a soli 20 giorni.

La zona dell’accaduto si trova non distante dall’area Carrara Fiere. In via Bassagrande, località Battilana. Lì c’è il muro che costeggia quella stretta strada, in campagna, e che fa da argine al torrente Parmignola: rappresenta anche l’inizio, da Marina di Carrara, di quella che fu la Linea Gotica durante la seconda guerra mondiale e che poi proseguiva verso le colline e infine sulle Alpi Apuane. Si sono ritrovate in quel punto, stamani, le due autorità con la superstite di Sant’Anna, per mettere in atto un gesto che fosse qualcosa di più di una semplice replica o di un grido di “vergogna”.

L’obiettivo era far capire che l’attenzione su determinate affermazioni, revisionismi storici, e principi antidemocratici, è ancora alta. E che non c’è spazio per accettare determinate provocazioni. Il riferimento negazionista su Sant’Anna non era l’unico preso in causa dalle scritte omofobe e fasciste: c’era una frase contro i migranti, sbarcati negli ultimi mesi a Carrara, una svastica, la richiesta di tortura per Patrick Zaki, e infine un riferimento a Pacciani (il presunto mostro di Firenze).

Il primo cittadino di Stazzema, e presidente del Parco nazionale della pace di Sant’Anna, Maurizio Verona ha colto l’occasione per rilanciare la necessità di approvare una legge antifascista:

“E’ necessario avere pene certe e una norma che tuteli il passato del nostro paese oltre a disincentivare atteggiamenti che ad oggi rimangono impuniti. E questo è solo uno degli episodi, dei tanti, che si registrano ogni anno. Con questa protesta significativa e simbolica abbiamo voluto rimarcare la nostra attenzione, e la nostra contrarietà, a certe linee di pensiero e ai valori antidemocratici. Altrimenti con l’indifferenza questi gesti si alimentano e purtroppo queta onda nera continua a crescere. Il negazionismo porta ad una regressione culturale. Inoltre il luogo scelto per scrivere queste frasi non è stato casuale, è provocatorio, perché da qui passava la Linea Gotica: è stato come se avessero pitturato queste frasi a Sant’Anna di Stazzema. Infine ringrazio la sindaca Arrighi per aver fatto subito rimuovere quelle scritte indegne”.

“Quelle scritte erano indegne della nostra città e del nostro territorio e per questo abbiamo subito provveduto a cancellarle – dice la sindaca di Carrara Serena Arrighi -. Quanto avvenuto non può però passare sotto silenzio perché rappresenta un pericoloso campanello d’allarme, un gesto squallido e vigliacco che offende non solo la memoria dei caduti, ma la storia stessa di tutto il nostro territorio e i suoi valori. Carrara è una città accogliente e orgogliosamente antifascista, qui non ci sarà mai spazio per simili rigurgiti, così come per messaggi di odio, discriminazione e violenza”.

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Micol Giusti

Caporedattrice - Online Editor Massa Carrara News

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