Mercoledì i futures Dow Jones sono aumentati dello 0,04% negli scambi europei e sono stati scambiati vicino a 46.200 in vista dell’apertura del mercato negli Stati Uniti. Anche i futures S&P 500 e Nasdaq 100 sono leggermente più alti, in rialzo dello 0,09% e dello 0,06% a circa 6.650 e 24.600, rispettivamente, al momento della stesura di questo articolo.

I futures sugli indici statunitensi stanno guadagnando poco rispetto al prossimo rapporto sugli utili di Nvidia, che potrebbe avere un impatto sulla forza e sulla sostenibilità del rally dell’intelligenza artificiale mentre i mercati sono sempre più preoccupati per i rischi di bolla. Gli analisti prevedono un utile per azione di 1,25 dollari su un fatturato di 54,9 miliardi di dollari, in crescita del 56% rispetto a un anno fa. Secondo un rapporto della CNBC, prevedono inoltre una previsione di 61,44 miliardi di dollari per il prossimo trimestre.

Inoltre, vengono esaminati anche i risultati dei principali rivenditori al dettaglio TJX Companies, Lowe’s e Target per ottenere indizi sulle tendenze della spesa dei consumatori. Anche gli aggiornamenti trimestrali del colosso industriale Deere & Company e della società di sicurezza informatica Palo Alto Networks attireranno notevole attenzione.

Wall Street ha chiuso in ribasso nella sessione regolare di martedì, con il Dow Jones e l’S&P 500 in calo rispettivamente dell’1,07% e dello 0,83%, per la quarta sessione consecutiva. Il Nasdaq 100, ad alto contenuto tecnologico, è crollato dell’1,21% a causa delle preoccupazioni per le valutazioni eccessive dell’intelligenza artificiale. In calo anche i titoli legati all’intelligenza artificiale, tra cui Nvidia, Microsoft, AMD, Palantir e Micron Technology.

I titoli azionari statunitensi potrebbero trovarsi ad affrontare sfide a causa della diminuzione della probabilità di un taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed) statunitense a dicembre. Lo strumento FedWatch del CME suggerisce che i mercati stanno attualmente scontando una probabilità del 49% che la Fed taglierà i tassi di interesse di 25 punti base nella riunione di dicembre, rispetto alla probabilità del 63% che i mercati scontavano una settimana fa. Gli operatori probabilmente terranno d’occhio gli attesissimi dati sui salari non agricoli di settembre, previsti per giovedì, per dare nuovo slancio alle prospettive politiche della Fed.

Domande frequenti sul Dow Jones

Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi del mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L’indice è ponderato per il prezzo e non per la capitalizzazione. Si calcola sommando i prezzi dei singoli titoli e dividendoli per un fattore, che attualmente è 0,152. L’indice è stato fondato da Charles Dow, fondatore anche del Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per non essere sufficientemente rappresentativo, poiché riflette solo 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l’S&P 500.

Molti fattori diversi determinano il Dow Jones Industrial Average (DJIA). La performance complessiva di ciascuna società, divulgata nelle relazioni trimestrali sugli utili delle società, è la più importante. Anche i dati macroeconomici statunitensi e globali contribuiscono poiché influiscono sul sentiment degli investitori. Anche il livello dei tassi di interesse fissati dalla Federal Reserve (Fed) influenza il DJIA perché influisce sul costo del denaro, sul quale molte aziende fanno molto affidamento. Pertanto, l’inflazione può essere un fattore importante, oltre ad altri parametri che influenzano le decisioni della Fed.

La Teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per identificare il trend primario del mercato azionario. Un passo importante è confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) e del Dow Jones Transportation Average (DJTA) e monitorare solo le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. Il volume è un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi di analisi picco-valle. La teoria di Dow presuppone tre fasi di tendenza: accumulazione, quando il denaro intelligente inizia a comprare o vendere; partecipazione pubblica, quando partecipa il grande pubblico; e distribuzione quando il denaro intelligente scompare.

Esistono diversi modi per commerciare con il DJIA. Uno è quello di utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo invece di dover acquistare azioni di tutte le 30 società coinvolte. Un esempio lampante è l’ETF SPDR Dow Jones Industrial Average (DIA). I contratti futures DJIA consentono ai trader di speculare sul valore futuro dell’indice e le opzioni danno il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’indice in futuro a un prezzo predeterminato. I fondi comuni di investimento consentono agli investitori di acquistare una parte di un portafoglio diversificato di azioni DJIA, fornendo esposizione all’indice complessivo.

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