Mercoledì l’euro (EUR) sta perdendo forza nei confronti della sterlina britannica (GBP), mentre i trader digeriscono una nuova tornata di dati sull’inflazione sia dal Regno Unito che dalla zona euro. Al momento in cui scriviamo, la coppia EUR/GBP viene scambiata intorno a 0,8817, al di fuori del massimo intraday di 0,8839.
I dati sull’inflazione dell’Eurozona non hanno offerto sorprese poiché l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) di ottobre è stato pienamente in linea con le aspettative. L’IPCA principale è aumentato dello 0,2% su base mensile, in linea con lo 0,2% di settembre.
Su base annua, l’inflazione complessiva è stata del 2,1% su base annua, esattamente in linea sia con il consensus che con il ritmo del 2,1% del mese precedente. L’IPCA core è stato dello 0,3% m/m, in linea con le previsioni e invariato rispetto all’aumento dello 0,3% di settembre, mentre il dato annuale è rimasto al 2,4% su base annua, in linea con le aspettative e con l’aumento del 2,4% del mese scorso.
I dati stabili sull’inflazione hanno fornito scarsi incentivi alla Banca Centrale Europea (BCE) per adeguare la propria politica e hanno rafforzato le aspettative del mercato secondo cui i tassi di interesse sarebbero rimasti invariati. Secondo l’ultimo sondaggio Reuters condotto tra il 14 e il 19 novembre, 84 economisti su 90 si aspettano che la BCE mantenga il tasso sui depositi al 2,00% nella riunione di dicembre.
Nel Regno Unito, l’ultimo comunicato sull’inflazione ha suggerito un ulteriore allentamento delle pressioni sui prezzi, rafforzando le ragioni per un possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Banca d’Inghilterra (BoE) a dicembre. L’indice principale dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato dello 0,4% su base mensile a ottobre, in linea con le aspettative dopo essere rimasto piatto a settembre.
Su base annua, l’indice dei prezzi al consumo è rallentato al 3,6% su base annua, in linea con la previsione del 3,6% e in calo rispetto al 3,8% del mese precedente. Anche l’IPC core è sceso leggermente dal 3,5% al 3,4% su base annua, evidenziando un graduale raffreddamento dell’inflazione di fondo.
Oltre all’inflazione, l’attenzione è ora rivolta al bilancio del Regno Unito del 26 novembre, un evento chiave che rappresenta un rischio per la sterlina mentre i mercati valutano la direzione fiscale del governo. Il sentiment degli investitori rimane cauto dopo le recenti modifiche alla politica fiscale del governo, inclusa la decisione di rinunciare al previsto aumento delle imposte sul reddito.
In aggiunta all’attesa, la cancelliera Rachel Reeves ha affermato oggi che “le fughe di notizie prima del bilancio non sono accettabili” e ha sottolineato che la prossima settimana “prenderà decisioni giuste per soddisfare le priorità del pubblico”. È intervenuto anche il primo ministro Keir Starmer, sottolineando che il prossimo bilancio sarà “basato sui valori del Partito laburista”.















