Giovedì, mentre scrivo, la coppia USD/JPY viene scambiata intorno a 157,65, in rialzo dello 0,45% sulla giornata, dopo aver toccato un nuovo massimo di 11 mesi di 157,88. La coppia continua ad essere sostenuta dalla più ampia debolezza dello yen giapponese (JPY), che riflette le preoccupazioni fiscali interne e una reazione cauta al ritardo del rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti a settembre.
Il comunicato di settembre relativo ai libri paga non agricoli (NFP) mostra un mercato del lavoro solo superficialmente resiliente, con un aumento di 119.000 unità, ben al di sopra delle 50.000 previste. Tuttavia, questa forza è compensata da diversi componenti più morbidi. Agosto è stato rivisto con un calo di 4.000 unità, il tasso di disoccupazione è aumentato leggermente al 4,4% e la retribuzione oraria media è scesa allo 0,2% rispetto al mese precedente, al di sotto del consenso dello 0,3%. Nel frattempo, il tasso di partecipazione alla forza lavoro è migliorato al 62,4%, indicando un leggero aumento dell’offerta di lavoro.
Questo contesto misto non aiuta molto a chiarire le prospettive della Federal Reserve (Fed). Con il rapporto sul mercato del lavoro di ottobre rinviato a causa dello shutdown del governo statunitense, le informazioni sul mercato del lavoro a disposizione dei policy maker prima della riunione di dicembre sono limitate. Secondo lo strumento FedWatch del CME, i mercati stimano ora la probabilità di un taglio dei tassi a dicembre al 31,8%, rispetto al 50% circa della settimana precedente. Anche i verbali più recenti del FOMC di ottobre hanno espresso toni aggressivi, con diversi funzionari che hanno notato che le riduzioni dell’inflazione erano in fase di stallo e hanno messo in dubbio la necessità di ulteriori tagli dei tassi.
Allo stesso tempo, lo yen giapponese rimane sotto forte pressione, indebolito dalle crescenti preoccupazioni sulla performance fiscale del Giappone. Il governo sta preparando un budget aggiuntivo stimato a 25mila miliardi di yen per finanziare il pacchetto di stimoli del primo ministro Sanae Takaichi. Questo aumento delle emissioni previste continua a spingere i costi di finanziamento ai massimi pluridecennali, portando a ulteriori vendite di titoli di Stato giapponesi (JGB) e sostenendo il cambio USD/JPY.
La contrazione economica del Giappone nel terzo trimestre, la prima in sei trimestri, aggiunge ulteriore incertezza e potrebbe ritardare un significativo inasprimento della politica monetaria da parte della Banca del Giappone (BoJ). Nel frattempo, i ripetuti avvertimenti delle autorità sui movimenti valutari “rapidi e unilaterali” hanno avuto un impatto limitato sul mercato.
In particolare, gli operatori hanno interpretato la mancanza di una discussione sul cambio tra il ministro delle Finanze Satsuki Katayama e il governatore della BoJ Kazuo Ueda come un segnale che i funzionari sono a proprio agio con l’attuale debolezza dello yen giapponese. Gli analisti di ING sottolineano inoltre che gli interventi giapponesi in genere arrivano dopo un catalizzatore negativo per l’USD, riducendo la probabilità di un’azione imminente.
Rapporti recenti suggeriscono che il Primo Ministro Takaichi potrebbe aumentare la pressione e introdurre un pacchetto di stimoli da 21mila miliardi di yen volto a sostenere le famiglie in un contesto di inflazione elevata, mettendo ulteriormente a dura prova le finanze pubbliche del Giappone.
Analisi tecnica USD/JPY: consolidamento vicino ai massimi pluriennali
Grafico a 4 ore USD/JPY. Fonte: FXStreet.
Sul grafico a 4 ore, la coppia USD/JPY viene scambiata a 157,57. La media mobile semplice (SMA) a 100 periodi è in costante aumento, rafforzando il tono rialzista. Il prezzo rimane ben al di sopra dei 100 SMA a 154,39, mantenendo il controllo degli acquirenti. L’RSI a 14 periodi è a 82,48, in ipercomprato, con un forte slancio che potrebbe precedere una breve pausa o un pullback.
La linea di tendenza ascendente a 146,62 sostiene l’avanzamento e fornisce supporto a 155,21. La resistenza immediata è a 157,88. Una rottura prolungata al rialzo estenderebbe il trend rialzista, mentre il rifiuto della resistenza potrebbe innescare un consolidamento verso il supporto della trendline.
(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI)















