La Casa Bianca ha risposto lunedì dopo che un giudice federale ha respinto le accuse penali contro l’ex direttore dell’FBI James Comey e il procuratore generale di New York Letitia James.
Il giudice distrettuale degli Stati Uniti Cameron McGowan Currie ha scoperto che Lindsey Halligan, assunta come avvocato statunitense ad interim solo due giorni prima del processo di Comey, non ha precedenti esperienze giudiziarie. La sua squalifica rende le sue azioni, inclusa la firma della denuncia, legalmente non valide.
“I fatti delle accuse contro Comey e James non sono cambiati e non costituiranno l’ultima parola sulla questione”, ha detto in una nota la vice addetta stampa della Casa Bianca Abigail Jackson.
Non è ancora chiaro come procederà il Dipartimento di Giustizia, ma la sentenza definisce i possibili passi successivi nell’insolita battaglia legale. Poiché le archiviazioni sono state emesse senza pregiudizi, i pubblici ministeri potrebbero tentare di rilanciare i casi se un avvocato statunitense opportunamente nominato firmasse i nuovi documenti di accusa. Questa opzione potrebbe dipendere dall’esito di un eventuale ricorso, che la magistratura dovrebbe prendere in considerazione nei prossimi giorni.
Se il dipartimento decide di ricorrere in appello, il caso andrà alla 4a Corte d’Appello del Circuito degli Stati Uniti, dove il governo dovrà difendere la nomina di Halligan e sostenere che le accuse rimangono valide nonostante le conclusioni di Currie. Un appello fermerebbe gli sforzi di Comey e James di portare avanti le loro restanti rivendicazioni, comprese le accuse di ritorsioni e cattiva condotta del Grand Jury.
Se la sentenza rimane valida, il Dipartimento di Giustizia potrebbe provare a ripresentare le accuse sotto una nuova guida presso l’ufficio del procuratore degli Stati Uniti. Gli avvocati difensori sia di Comey che di James hanno indicato che contesteranno il nuovo processo, sostenendo che il processo originale era così compromesso che ulteriori casi sarebbero stati viziati.
Per ora, le accuse contro Comey e James sono pendenti, e si prevede che le conseguenze legali e politiche delle sentenze si protrarranno per mesi.
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