La coppia AUD/JPY sta attirando alcuni acquirenti durante la prima sessione europea di martedì e si sta avvicinando al livello 101,20. Lo yen giapponese (JPY) si sta indebolendo rispetto al dollaro australiano (AUD) a causa delle preoccupazioni fiscali e dell’incertezza sulla posizione di stretta monetaria della Banca del Giappone (BoJ).
Tuttavia, alcuni interventi verbali da parte delle autorità giapponesi potrebbero limitare il potenziale di rialzo del cross nel prossimo futuro. Il Ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha affermato che il Giappone vede l’intervento nel mercato dei cambi come un modo per affrontare i movimenti eccessivamente volatili e speculativi dello JPY. Mercoledì gli operatori terranno d’occhio i dati sull’inflazione dell’indice dei prezzi al consumo australiano (CPI) per ottobre.
Analisi tecnica:
Sul grafico giornaliero, l’AUD/JPY viene scambiato a 101,25. Il prezzo rimane al di sopra dell’EMA a 100 giorni a 98,19 e la media è in aumento, confermando un’inclinazione rialzista. L’RSI a 58,08 è positivo e si è indebolito da 59,66, quindi c’è ancora spazio prima dell’ipercomprato. Lo spot rimane sopra la banda centrale di Bollinger a 100,75 e sotto la banda superiore a 102,00. Le bande si stanno muovendo costantemente verso l’alto, indicando una pressione al rialzo sostenuta ma ordinata.
Il trend rialzista dovrebbe affrontare una resistenza iniziale sulla banda di Bollinger superiore a 102,00, mentre il supporto immediato si trova sulla banda centrale a 100,75 e un supporto più profondo sulla banda inferiore a 99,50. Una chiusura giornaliera superiore a 102,00 potrebbe estendere l’avanzamento, mentre un pullback a 100,75 manterrebbe intatto il trend rialzista; Un calo verso 99,50 segnalerebbe una correzione più ampia. L’EMA a 100 giorni a 98,19 sostiene la struttura rialzista a medio termine.
(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI)
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.















