Mercoledì il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha affermato che il Giappone non può migliorare la propria situazione fiscale senza rafforzare l’economia.
Citazioni importanti
Il Giappone non può migliorare la propria posizione fiscale senza rafforzare l’economia.
La cosa più importante è garantire la sostenibilità finanziaria.
Non aspettatevi un crollo del mercato del tipo “shock da capriata”.
Osserva attentamente i movimenti del mercato, compresi i rendimenti del JGB e della valuta Yen.
Il governo è attento alle mosse speculative.
Reazione del mercato
Nel corso della giornata la coppia USD/JPY ha guadagnato lo 0,10% e al momento della stesura di questo articolo veniva scambiata a 156,25.
Domande frequenti sulla Banca del Giappone
La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese che stabilisce la politica monetaria del paese. La sua missione è emettere banconote ed effettuare controlli monetari e monetari per garantire la stabilità dei prezzi, il che significa un obiettivo di inflazione di circa il 2%.
La Banca del Giappone ha introdotto una politica monetaria estremamente espansiva nel 2013 per stimolare l’economia e aumentare l’inflazione in un contesto di bassa inflazione. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ovvero sulla stampa di banconote per acquistare attività come obbligazioni governative o societarie per fornire liquidità. Nel 2016, la banca ha raddoppiato la sua strategia e allentato ulteriormente le sue politiche, introducendo prima tassi di interesse negativi e poi controllando direttamente il rendimento dei suoi titoli di stato a 10 anni. Nel marzo 2024, la BoJ ha alzato i tassi di interesse, invertendo di fatto la sua politica monetaria estremamente accomodante.
Le massicce misure di stimolo della banca hanno portato ad una svalutazione dello yen rispetto ai suoi principali partner valutari. Questo processo si è intensificato nel 2022 e nel 2023 a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali, che hanno optato per un forte aumento dei tassi di interesse per combattere decenni di inflazione. Le politiche della BoJ hanno portato ad un ampliamento del differenziale con le altre valute e hanno depresso il valore dello yen. Questa tendenza è stata parzialmente invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare la sua posizione politica ultra-espansiva.
L’indebolimento dello yen e l’aumento dei prezzi globali dell’energia hanno portato ad un aumento dell’inflazione giapponese, che ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ. A questo movimento ha contribuito anche la prospettiva di un aumento dei salari nel paese, un fattore chiave per l’inflazione.















