La coppia USD/JPY sta lottando per capitalizzare il rimbalzo del giorno precedente dall’area 155,65, o il minimo di una settimana, e dovrà far fronte a nuova offerta durante la sessione asiatica di giovedì. I prezzi spot sono scesi al livello di 156,00 nell’ultima ora e sembrano pronti ad estendere un ritracciamento di una settimana dal livello più alto da metà gennaio raggiunto la scorsa settimana.

Lo yen giapponese (JPY) sta ricevendo un certo sostegno dalle speculazioni secondo cui le autorità potrebbero intervenire per frenare l’ulteriore debolezza della valuta locale e da una prospettiva relativamente aggressiva da parte della Banca del Giappone (BoJ). Mercoledì, infatti, Reuters ha riferito che la BoJ sta preparando i mercati per un possibile rialzo dei tassi già nel mese prossimo. Si prevede che ciò, unito ad un dollaro USA (USD) generalmente più debole, eserciterà una certa pressione al ribasso sulla coppia USD/JPY.

Gli investitori sembrano ora convinti che la Federal Reserve (Fed) taglierà nuovamente i costi di finanziamento nella riunione di dicembre. Martedì le aspettative sono state confermate dall’indice dei prezzi alla produzione statunitense (PPI), che ha segnalato segnali di raffreddamento dell’inflazione. Ciò compensa in larga misura gli indicatori economici contrastanti pubblicati questa settimana, mantenendo il dollaro depresso vicino al minimo settimanale e rafforzando ulteriormente il sentiment che circonda la coppia USD/JPY.

Tuttavia, il contesto prevalente di propensione al rischio e le preoccupazioni per il deterioramento della posizione fiscale del Giappone potrebbero agire come ostacoli per lo JPY, un rifugio sicuro, data la posizione di stimolo del Primo Ministro Sanae Takaichi. I trader potrebbero anche astenersi dal piazzare nuove scommesse direzionali sulla coppia USD/JPY dato il volume degli scambi relativamente basso a causa della festività del Ringraziamento negli Stati Uniti. Tuttavia, il contesto fondamentale sembra essere a favore dei trader ribassisti.

Domande frequenti sullo yen giapponese

Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.

Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.

Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.

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