Gli eredi di Johnny Cash hanno intentato una causa federale contro la Coca-Cola Company, sostenendo che il produttore di bevande ha utilizzato un’imitazione non autorizzata della voce del defunto cantante. annuncio Campagna per la stagione calcistica universitaria NCAA 2025.
La denuncia, presentata il 25 novembre nel Middle District del Tennessee, sostiene che la Coca-Cola ha violato la legge statale ELVIS (Verification, Voice and Image Security), recentemente promulgata, nonché le leggi federali sulle false autorizzazioni e le leggi statali sulla protezione dei consumatori.
Newsweek Johnny Cash e la Coca-Cola Estate sono stati contattati via e-mail giovedì al di fuori del normale orario lavorativo per un commento.
Perché è importante?
Il caso è importante perché mette alla prova i limiti della nuova legge ELVIS del Tennessee, una delle prime leggi del paese a proteggere espressamente sia le voci reali che quelle simulate, e potrebbe rimodellare il modo in cui gli inserzionisti, le società tecnologiche e le società di intrattenimento gestiscono i diritti di voce.
Accusando la Coca-Cola di utilizzare il suono di Johnny Cash senza permesso, la causa mette in discussione una pratica industriale di lunga data e solleva domande più ampie sulla proprietà e sull’imitazione in un’era di trascrizione vocale basata sull’intelligenza artificiale.
Il risultato potrebbe costituire un precedente influente su come l’identità vocale viene regolata, concessa in licenza e protetta nei media commerciali.
Cosa sapere
Nato il 26 febbraio 1932, Johnny Cash è stato uno dei cantautori americani più amati e venerati, la cui voce profonda di basso baritono e la fusione di country, rock, folk e gospel lo hanno reso uno degli artisti più influenti e più venduti del 20° secolo; Morì il 12 settembre 2003 e i suoi interessi sono ora di proprietà di John R. Cash è garantito da un trust revocabile.
L’attuale controversia è incentrata su uno spot pubblicitario intitolato “Go the Distance” che fa parte della campagna “Fan Work is Thirsty Work” della Coca-Cola.
Secondo la causa, la Coca-Cola ha assunto Sean Barker – un cantante tributo a Johnny Cash – per ricreare una performance vocale “facilmente identificabile e specifica” per Cash, nonostante non avesse chiesto il permesso all’azienda.
Come la Coca-Cola ha utilizzato i presunti soundlike
archiviazione, John R. Cash Revocable Trust contro The Coca-Cola Company ha affermato che la voce nell’annuncio è stata creata per suonare “straordinariamente simile” al caratteristico basso-baritono di Cash.
Nella denuncia, l’avvocato dell’azienda, Tim Warnock di Loeb & Loeb, ha scritto: “Rubare la voce di un artista è un furto. È un furto della sua integrità, identità e umanità”.
La causa sostiene inoltre che la Coca-Cola “non si è nemmeno preoccupata di chiedere una licenza al trust”, anche se la società “sapeva di aver bisogno di una licenza per sfruttare le voci di artisti e musicisti”.
Gli screenshot inclusi nel documento mostrano che i consumatori reagiscono con confusione ai post sui social media del cantante tributo riguardo allo spot pubblicitario, con alcuni spettatori che affermano di ritenere che l’annuncio contenesse una registrazione inedita di Johnny Cash.
Un commentatore ha notato che hanno riavviato l’annuncio perché erano “confusi dal fatto che ci fosse una canzone di Johnny Cash che non avevo mai sentito prima”.
Perché la legge ELVIS rende questo caso diverso
La sfida dell’Estate arriva in un momento importante per le leggi sul diritto di voto nel Tennessee.
La legge ELVIS, promulgata nel marzo 2024 ed entrata in vigore il 1° luglio dello stesso anno, amplia in modo significativo il diritto degli stati alle leggi sulla pubblicità.
Secondo un’analisi di Latham e Watkins, la legge estende espressamente le protezioni coprendo “un suono in un mezzo facilmente identificabile e attribuibile a una persona specifica, indipendentemente dal fatto che il suono contenga una voce reale o una simulazione”.
Introduce una nuova responsabilità per coloro che “pubblicano, eseguono, distribuiscono (o) trasmettono” una voce non autorizzata, inclusa la simulazione.
Descritta come una “legge unica nel suo genere”, la legge ELVIS pone il Tennessee in prima linea nell’affrontare le repliche vocali non autorizzate generate da suoni e intelligenza artificiale, mettendo anche a rischio le aziende quando utilizzano imitatori umani invece di strumenti digitali.
Il rapporto di Latham & Watkins rileva che la legge “si applica non solo alle registrazioni generate digitalmente… ma anche alle persone che potrebbero impersonare altri artisti”.
Un caso potenzialmente emblematico per i diritti di voce
La causa chiede un risarcimento danni superiore a 75.000 dollari, danni punitivi e un’ordinanza del tribunale per interrompere l’ulteriore utilizzo della pubblicità.
La Coca-Cola deve ancora rispondere pubblicamente alle accuse.
Il caso sta attirando l’attenzione dell’industria perché potrebbe diventare il primo importante test legale sulla portata della legge ELVIS.
L’analisi di Latham e Watkins conclude che la legge, “tra le misure normative rivolte ai deepfake e ai soundalikes generati dall’intelligenza artificiale,” segnala un maggiore controllo sulla falsificazione della voce nel settore dei media.
cosa dice la gente
Tim Warnock, Johnny Cash è l’avvocato dell’ereditàLa denuncia federale afferma: “Rubare la voce di un artista è un furto. È un furto della sua integrità, identità e umanità”.
Trust revocabile di John R. Cash Sostiene: “Questo caso è nato dal fatto che la Coca-Cola ha piratato la voce di Johnny Cash in una campagna pubblicitaria nazionale per arricchirsi, senza chiedere il permesso o pagare alcun compenso”.
Cosa succede dopo
Coca-Cola deve ora rispondere formalmente alla causa, rispondendo alla denuncia o respingendola, dopodiché il tribunale deciderà se le pretese di Cash Estate ai sensi della legge ELVIS e di altre leggi possono procedere.
Sono possibili trattative per un accordo, ma se non viene raggiunto un accordo, il caso potrà procedere a un giudizio sommario ed eventualmente a un processo con giuria.















