Giovedì, mentre scrivo, l’AUD/USD viene scambiato intorno a 0,6525, in rialzo dello 0,12% sulla giornata. Il dollaro australiano (AUD) continua ad apprezzarsi rispetto al dollaro statunitense (USD), sostenuto da un contesto di mercato in cui sono in aumento le aspettative di allentamento monetario da parte della Federal Reserve (Fed).
L’Australia sta ricevendo un sostegno iniziale dalla pubblicazione della spesa per investimenti privati per il terzo trimestre da parte dell’Ufficio australiano di statistica (ABS), che ha registrato un forte aumento del 6,4% su base trimestrale, superando di gran lunga le aspettative. Inoltre, la prima lettura mensile completa dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) ha mostrato che l’inflazione è aumentata del 3,8% su base annua a ottobre, battendo le previsioni e rafforzando l’opinione che le pressioni sui prezzi rimangono troppo elevate perché la Reserve Bank of Australia (RBA) possa allentare la politica monetaria in tempi brevi.
Questo contesto rafforza l’atteggiamento cauto della RBA, poiché si prevede che la banca centrale lascerà invariato il tasso di interesse di riferimento al 3,6% a dicembre. I politici hanno notato che il mercato del lavoro rimane sostanzialmente sano nonostante un leggero aumento della disoccupazione. Le aspettative di una riduzione a breve termine della politica monetaria rimangono quindi molto limitate.
Nel frattempo, il dollaro USA viene appesantito dalle mutevoli aspettative sulla politica monetaria statunitense. Secondo lo strumento FedWatch del CME, gli investitori vedono ora una probabilità superiore all’84% che la Fed riduca il tasso di interesse di riferimento di 25 punti base a dicembre, un aumento impressionante rispetto alla settimana precedente. Ulteriori commenti accomodanti da parte di diversi funzionari della Fed, tra cui il governatore Christopher Waller e il presidente della Federal Reserve Bank di New York John Williams, hanno rafforzato la percezione che l’allentamento potrebbe essere imminente.
I recenti dati economici statunitensi non sono stati abbastanza significativi da cambiare questa narrazione. Le richieste iniziali settimanali di disoccupazione sono diminuite più del previsto, mentre la crescita degli ordini di beni durevoli e la stabilità dell’indice dei prezzi alla produzione indicano pressioni inflazionistiche moderate. Tuttavia, il calo delle vendite al dettaglio e un significativo deterioramento della fiducia dei consumatori evidenziano un indebolimento della domanda interna.
In questo contesto, la divergenza tra una RBA attenta e una Fed vista più vicina a una svolta accomodante sta sostenendo il dollaro australiano.
Analisi tecnica AUD/USD
Sul grafico a 4 ore, l’AUD/USD viene scambiato a 0,6526, ovvero 6 pip sotto il prezzo di apertura della giornata e poco variato su base giornaliera. La media mobile semplice (SMA) a 100 periodi continua a scendere intorno a 0,6499 mentre il prezzo rimane al di sopra, indicando un miglioramento a breve termine del sentiment. Si sta avanzando una linea di tendenza discendente che parte dal limite massimo di 0,6618, con una resistenza immediata centrata attorno al punto di rottura di 0,6545. Il Relative Strength Index (RSI) scende a 65,85, rimanendo al di sopra della linea mediana e suggerendo un forte slancio che potrebbe raffreddarsi se la coppia si fermasse al di sotto della barriera di tendenza.
Una rottura prolungata attraverso 0,6545 aprirebbe la strada ad una resistenza immediata a 0,6580 e poi a 0,6618. L’RSI vicino a 66 non è ipercomprato e potrebbe estendersi più in alto in caso di breakout, mentre il fallimento del tetto del trend manterrebbe la coppia sotto controllo, con pullback supportati dalla SMA a 100 periodi a 0,6499.
(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI)















