Il raggiungimento di un vero mercato unico rimane uno dei più grandi progetti incompiuti dell’Unione Europea. Bruxelles insiste per completare questo processo e, di conseguenza, ieri ha lanciato un ampio pacchetto legislativo volto a rimuovere gli ostacoli normativi e a muoversi verso una supervisione più integrata dei mercati finanziari.
L’iniziativa comprende un regolamento e una direttiva “quadro” (così chiamati perché modificano contemporaneamente più normative settoriali) nonché un nuovo regolamento sulla certezza degli insediamenti. Questo insieme segna un punto di svolta: la frammentazione normativa che crea differenze tra gli Stati membri (il noto gold plating) viene affrontata sistematicamente per la prima volta, e il ruolo dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) viene rafforzato a scapito dei poteri delle autorità di vigilanza nazionali.
L’audit è al centro del cambiamento
La mossa ricorda il modo in cui i poteri nel settore bancario furono trasferiti alla Banca Centrale Europea più di dieci anni fa. Ora, con la creazione del Meccanismo di vigilanza unico, tutto indica che questa logica verrà replicata negli scambi, nella gestione patrimoniale e nelle criptovalute.
Le infrastrutture di mercato (borse, depositi di titoli, ecc.) sono uno degli ambiti in cui il cambiamento è più visibile. Oltre a dare all’ESMA il controllo diretto su questi, sono state introdotte altre importanti modifiche:
Per prima cosa ti muovi verso qualche parte Supervisione europea per i fornitori di criptovalute. I fornitori controllati dal MiCA saranno controllati dall’ESMA, indipendentemente dalle loro dimensioni. In un settore nato digitalmente in cui i servizi sono forniti da applicazioni e piattaforme che offrono servizi in più paesi, il controllo centralizzato viene presentato come l’approccio più logico.
In secondo luogo, viene dato nuovo slancio al regime pilota nei mercati DLT. I limiti di volume sono stati ampliati, il trading è stato aperto a tutti gli strumenti finanziari, compresi i fondi alternativi e gli strumenti di venture capital, e ai fornitori di servizi di criptovaluta sarà consentito gestire infrastrutture di mercato basate sulla tecnologia DLT, un’area finora riservata alle banche e alle società di servizi di investimento.
Cambiamento strutturale nella gestione patrimoniale
La “direttiva generale” apporta cambiamenti senza precedenti nel settore della gestione patrimoniale:
- Riconoscimento del gruppo direttivo europeo. Per la prima volta, i manager potranno sfruttare la sinergia interna del gruppo per utilizzare risorse umane e tecniche comuni senza essere considerati una delega. Ciò elimina la necessità di replicare team e strutture in ogni paese in cui operano, una barriera che ostacola la scalabilità e la competitività rispetto agli attori globali. Questo ha lo scopo di incoraggiare campioni Le società di gestione del risparmio europee come misura per ottenere fondi più grandi che possano competere con quelli degli Stati Uniti.
- Periodi più brevi per i passaporti OICVM e AIFMD. L’accesso al passaporto europeo è stato facilitato sia per i gestori di fondi armonizzati che per quelli alternativi.
- Passaporto in garanzia. I gestori possono scegliere un depositario in qualsiasi Stato membro sia per gli OICVM che per i fondi alternativi armonizzati. Sebbene la misura miri a promuovere la concorrenza e la libera scelta, solleva importanti questioni. La mancata armonizzazione delle regole di gestione patrimoniale e dei regimi di insolvenza (essenziali per la funzione di deposito e la tutela degli investitori) significa che un passaporto paneuropeo potrebbe introdurre incertezza giuridica e operativa.
- C’è meno spazio per la discrezionalità nazionale. Le autorità di vigilanza nazionali hanno una capacità limitata di emanare linee guida o criteri che rivelino asimmetrie. La Commissione è chiaramente impegnata: un libro di regole nella gestione patrimoniale.
- Pubblicità e marketing secondo le normative. Le norme di marketing non sono più direttive e sono diventate norme direttamente applicabili, eliminando le possibilità di interpretazione nazionale.
- A livello di vigilanza, i gestori continueranno a essere sotto il controllo delle autorità di ciascuno Stato. Potrebbe esserne membro, ma l’ESMA assumerà un ruolo di coordinamento rafforzato per garantire criteri omogenei laddove un gestore opera in più di un paese.
Progresso costante con resistenza prevedibile
Le misure adottate rappresentano un passo chiaro e, in alcuni settori, storico verso l’integrazione del mercato finanziario europeo. Ma questo non sarà un percorso privo di attriti: delegare poteri dalle autorità nazionali all’ESMA implica rinunciare all’autonomia di regolamentazione e di vigilanza che gli Stati ritengono necessaria per preservare le peculiarità locali. Dovranno anche affrontare critiche di eccessiva centralizzazione.
L’equilibrio tra integrazione, efficacia della vigilanza e sensibilità nazionale determinerà prevedibilmente il corso dei negoziati nei prossimi mesi. A mio avviso, la questione principale sarà l’istituzione di meccanismi di coordinamento efficaci tra l’ESMA e gli ispettori nazionali. L’integrazione funzionerà solo se verranno preservate la vicinanza e la conoscenza locale dei revisori nazionali; ciò è essenziale per un audit agile, contestuale ed efficace.
In ogni caso, ciò che sembra già difficile da mettere in discussione è che Bruxelles questa volta ha deciso di accelerare l’unico progetto sul mercato finanziario a lungo ritardato.
* Gloria Garcia Aler, Partner di Finreg360















