“Accettiamo la dichiarazione della Commissione europea”, ha detto Meta. “La pubblicità personale è vitale per l’economia europea.”

L’indagine si è svolta nell’ambito dello storico Digital Markets Act dell’Unione Europea, progettato per contrastare il potere dei grandi giganti della tecnologia ed è tra le normative tecnologiche del blocco che hanno ricevuto una feroce resistenza da parte dell’amministrazione Trump.

L’annuncio arriva pochi giorni dopo che Bruxelles ha avviato un’indagine antitrust su Meta in merito alla sua nuova politica di accesso ai fornitori di intelligenza artificiale su WhatsApp, un caso che sottolinea la disponibilità della Commissione a utilizzare i suoi poteri per sfidare Big Tech.

Questa imminente indagine europea fa seguito alle recenti indagini della DMA sulla classifica dei mezzi di informazione nei risultati di ricerca da parte della società madre di Google, Alphabet, e sui servizi di cloud computing di Amazon e Microsoft.

La settimana scorsa, la commissione ha multato Elon Musk di 120 milioni di euro per aver violato le regole di trasparenza digitale del blocco. L’approvazione di X ha suscitato critiche diffuse da parte di un’ampia gamma di funzionari governativi statunitensi, tra cui il segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha affermato che le multe rappresentano “un attacco a tutte le piattaforme tecnologiche americane e al popolo americano da parte di governi stranieri”.

Andrew Puzdar, l’ambasciatore americano presso l’UE, ha affermato che le multe sono “il risultato di un’eccessiva portata normativa dell’UE” e ha affermato che l’amministrazione Trump “sfiderà regole più severe che si oppongono alla censura e prendono di mira le aziende statunitensi all’estero”.

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