La coppia USD/JPY è scesa vicino a 156,00 durante l’inizio della sessione asiatica di giovedì. Il dollaro statunitense (USD) si sta indebolendo rispetto allo yen giapponese (JPY) dopo che la Federal Reserve (Fed) ha tagliato i tassi di interesse con una mossa ampiamente attesa. Le richieste iniziali settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti verranno rese pubbliche più tardi giovedì.

Mercoledì il Federal Open Market Committee (FOMC) ha votato con 9 voti a favore e 3 contrari per tagliare il tasso dei fondi federali di 25 punti base (bps) in un intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%. Subito dopo l’annuncio della Fed, il biglietto verde si è indebolito rispetto ai suoi pari. Il presidente della Fed di Chicago Austan Goolsbee e il presidente della Fed di Kansas City Jeffrey Schmid hanno sostenuto che il tasso di interesse di riferimento dovrebbe essere mantenuto stabile, mentre il governatore della Fed Stephen Miran ha nuovamente sostenuto un taglio enorme.

Il presidente della Fed Jerome Powell ha affermato che il taglio dei tassi mette la banca centrale in una posizione comoda per quanto riguarda i tassi di interesse. “Siamo ben posizionati per aspettare e vedere come si svilupperà l’economia”, ha affermato Powell. Lo strumento FedWatch del CME ha mostrato che i futures sui fondi Fed scontano una probabilità superiore al 77% che la Federal Reserve taglierà i tassi di interesse altre due volte l’anno prossimo.

D’altro canto, il primo ministro giapponese Sanae Takaichi sta perseguendo un programma a favore della crescita, che i mercati vedono come un segnale di possibili stimoli fiscali e condizioni di finanziamento più flessibili. Le preoccupazioni per le misure fiscali espansive in Giappone e i timori sulla crescita potrebbero esercitare una certa pressione di vendita sullo JPY e fornire un vento favorevole alla coppia.

Domande frequenti sullo yen giapponese

Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.

Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.

Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.

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