Lo yen giapponese (JPY) sta attirando nuovi venditori durante la sessione asiatica di venerdì, scivolando di nuovo più vicino al minimo settimanale toccato il giorno precedente contro la sua controparte americana. La tendenza al ribasso sfida un aumento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo (CPI) del Giappone, che ha confermato le scommesse del mercato secondo cui la Banca del Giappone (BoJ) avrebbe presto alzato i tassi di interesse più tardi oggi. Tuttavia, i rialzisti dello JPY restano in disparte, in attesa di ulteriori indizi sul futuro percorso politico della BoJ fino al 2026, suggerendo che l’attenzione rimarrà sulla conferenza stampa post-riunione del governatore Kazuo Ueda.
Per quanto riguarda il rischio principale per la banca centrale, i problemi fiscali del Giappone e la propensione al rischio positiva, rafforzata dalla prospettiva di tassi di interesse più bassi negli Stati Uniti, sembrano indebolire il rifugio sicuro JPY. Il dollaro statunitense (USD), d’altro canto, rimane vicino ai massimi settimanali mentre i trader guardano oltre i dati più deboli sull’inflazione al consumo statunitense pubblicati giovedì. Questo è visto come un altro fattore che fornisce un vantaggio alla coppia USD/JPY. Nel frattempo, le scommesse su ulteriori tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed) americana potrebbero limitare qualsiasi rialzo significativo per l’USD e la coppia valutaria USD/JPY, date le aspettative aggressive della BoJ.
I rialzisti dello yen giapponese restano in disparte dopo l’indice nazionale dei prezzi al consumo, mentre l’attenzione resta concentrata sulla decisione della BoJ
- L’agenzia statistica giapponese ha riferito venerdì scorso che l’indice nazionale dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato del 2,9% a novembre rispetto all’anno precedente, leggermente in calo rispetto al 3,0% del mese precedente. Ulteriori dettagli hanno rivelato che un indicatore principale che esclude i prezzi volatili degli alimenti freschi è rimasto stabile al 3%, come previsto.
- Nel frattempo, l’indice dei prezzi al consumo core, che esclude sia i prezzi dei prodotti alimentari freschi che quelli dell’energia ed è attentamente monitorato dalla BoJ come misura dell’inflazione di fondo, è sceso al 3% dal 3,1% di novembre. Ciononostante, l’inflazione in Giappone è rimasta stabile e ben al di sopra dell’obiettivo annuale del 2% fissato dalla banca centrale.
- Tuttavia, i rialzisti dello JPY sembrano esitanti e preferiscono attendere segnali sul desiderio della BoJ di un ulteriore inasprimento prima di fare nuove scommesse. Pertanto, l’attenzione continuerà a concentrarsi sui commenti del governatore della BoJ Kazuo Ueda, che a loro volta dovrebbero svolgere un ruolo chiave nell’influenzare la dinamica dei prezzi dello JPY.
- Il recente forte aumento dei titoli di Stato giapponesi – guidati da un debito nazionale pari a circa il 250% del PIL, il più alto del mondo – continua ad alimentare le preoccupazioni per il deterioramento della posizione fiscale del Giappone nel contesto del massiccio piano di spesa del Primo Ministro Sanae Takaichi. Ciò potrebbe limitare qualsiasi movimento di ripresa dello JPY.
- Negli Stati Uniti, il Bureau of Labor Statistics ha riferito giovedì che l’indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato del 2,7% su base annua a novembre, rispetto alle aspettative del 3,1%. Inoltre, l’IPC core, che esclude la volatilità dei prezzi alimentari ed energetici, non ha rispettato le stime ed è aumentato del 2,6% il mese scorso.
- I dati suggeriscono che le pressioni inflazionistiche potrebbero essersi attenuate abbastanza da consentire alla Federal Reserve di allentare ulteriormente la politica monetaria. In effetti, i trader si aspettano che la Fed tagli i tassi di interesse di 63 punti base nel 2026. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il prossimo presidente della Fed sarà qualcuno che sosterrà tassi di interesse significativamente più bassi.
- Ciò rappresenta un significativo allontanamento dalle scommesse aggressive della BoJ e dovrebbe sostenere lo JPY con rendimenti più bassi. Tuttavia, la reazione iniziale del mercato si è rivelata di breve durata, mantenendo il dollaro statunitense vicino al massimo settimanale toccato giovedì e sostenendo la coppia USD/JPY.
- Gli investitori guardano alle condizioni economiche statunitensi, comprese le vendite di case esistenti e all’indice rivisto della fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan, per fornire stimoli. Ciononostante, la coppia USD/JPY sembra finire la settimana praticamente piatta, suggerendo cautela ai trader aggressivi.
La coppia USD/JPY deve superare quota 156,00 per rafforzare le ragioni di un ulteriore apprezzamento
Dato il breakout di questa settimana della media mobile semplice (SMA) a 100 ore, la forza sostenuta sopra il livello di 156,00 è vista come un fattore chiave per i rialzisti dell’USD/JPY. Con gli oscillatori sui grafici orari e giornalieri che si muovono in territorio positivo, i prezzi spot potrebbero quindi puntare a testare il massimo mensile attorno al livello di 157,00 raggiunto la scorsa settimana, con un ostacolo intermedio vicino alla regione 156,55-156,60.
D’altra parte, il supporto di resistenza della SMA a 100 ore attualmente vicino alla zona 155,30 potrebbe proteggere l’immediato movimento al ribasso dal livello psicologico di 155,00. Una rottura convincente al di sotto di quest’ultimo potrebbe innescare alcune vendite tecniche e trascinare la coppia USD/JPY nell’area 154,35-154,30 o al minimo mensile raggiunto il 5 dicembre. Questo è seguito dal livello 154,00, che, se rotto, potrebbe spostare la propensione a favore dei trader ribassisti.
Indicatore economico
Indice nazionale dei prezzi al consumo esclusi alimentari ed energia (anno su anno)
Indice nazionale dei prezzi al consumo (CPI) del Giappone, pubblicato dal Ufficio Statistico Il mensile giapponese misura le fluttuazioni dei prezzi di beni e servizi acquistati dalle famiglie in tutto il paese. Il valore YoY confronta i prezzi del mese di riferimento con quelli dello stesso mese dell’anno precedente. La misura che esclude i prodotti alimentari e l’energia viene spesso utilizzata per misurare le tendenze dell’inflazione di fondo perché queste due componenti sono più volatili. Generalmente, un valore elevato è considerato rialzista per lo yen giapponese (JPY), mentre un valore basso è considerato ribassista.
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