I verbali della riunione della Banca del Canada (BoC) di dicembre mostrano che i politici stanno diventando sempre più fiduciosi sulla resilienza dell’economia, pur rimanendo cauti in un contesto di livelli di incertezza insolitamente elevati. Il Consiglio direttivo ha osservato che l’economia globale ha resistito meglio del previsto nonostante le crescenti tensioni commerciali, in particolare il protezionismo statunitense. L’economia statunitense ha continuato a beneficiare della forte spesa al consumo e degli investimenti nell’intelligenza artificiale, sebbene l’approvazione delle tariffe abbia comportato un rischio al rialzo per l’inflazione. La crescita dell’Europa ha sorpreso positivamente, la Cina è rimasta contenuta e le condizioni finanziarie globali, i prezzi del petrolio e il dollaro canadese (CAD) sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto a ottobre.
A livello nazionale, i dati rivisti hanno mostrato che l’economia canadese è entrata nel 2025 su basi più solide di quanto si pensasse in precedenza, con investimenti e produttività più elevati che hanno stimolato la capacità produttiva. La crescita del prodotto interno lordo (PIL) del Canada è rimbalzata al 2,6% nel terzo trimestre dopo la brusca contrazione del secondo trimestre, in gran parte dovuta al calo delle importazioni piuttosto che al rafforzamento della domanda interna. Il mercato del lavoro ha mostrato un miglioramento, con il tasso di disoccupazione sceso al 6,5% a causa dei recenti guadagni di posti di lavoro. Tuttavia, la qualità delle assunzioni è rimasta mista, con gran parte dell’aumento derivante dal lavoro part-time e intenzioni di assunzione modeste. L’inflazione è scesa al 2,2% in ottobre, mentre l’inflazione core è rimasta intorno al 2,5%. I politici si aspettano una certa volatilità nei dati sull’inflazione nel breve termine, ma continuano ad aspettarsi che le pressioni sottostanti sui prezzi si allenteranno gradualmente verso l’obiettivo del 2%.
Per quanto riguarda la politica, il Consiglio direttivo ha sottolineato che la politica commerciale, in particolare il prossimo periodo di revisione CUSMA a luglio, rappresenta un grave rischio per le prospettive, insieme all’incertezza su come l’economia si adatta ai cambiamenti strutturali nel commercio globale. Anche se i dati rivisti suggeriscono che il rallentamento economico è leggermente inferiore a quanto previsto in precedenza, i membri concordano sul fatto che l’economia funziona ancora con un eccesso di offerta e l’inflazione rimane sotto controllo. Avendo già tagliato i tassi di interesse di 100 punti base all’inizio dell’anno, la banca ha deciso di mantenere il tasso di riferimento stabile al 2,25%, vicino al limite inferiore del suo intervallo neutrale. I funzionari hanno convenuto che l’attuale posizione era appropriata, ma hanno sottolineato che, data l’accresciuta incertezza, era difficile prevedere i tempi o la direzione del prossimo rialzo dei tassi e che erano pronti a rispondere se le prospettive cambiassero in modo significativo.
