Abbiamo fatto i conti sull’impronta energetica dell’intelligenza artificiale. Ecco la storia che potresti non aver sentito.

Comprendere l’uso energetico dell’intelligenza artificiale è stata una grande conversazione globale nel 2025, quando milioni di persone hanno iniziato a utilizzare regolarmente strumenti di intelligenza artificiale generativa. I giornalisti esperti James O’Donnell e Casey Crownheart scavano nei numeri e danno uno sguardo senza precedenti alla domanda di risorse dell’intelligenza artificiale, fino al livello di una domanda, aiutandoci a capire quanta energia e acqua l’intelligenza artificiale potrebbe richiedere in futuro.

Stiamo imparando di più su come la vitamina D influisce sui nostri corpi

La carenza di vitamina D si verifica in modo diffuso, soprattutto in inverno quando c’è meno luce solare che ne aumenta la produzione nel nostro corpo. La “vitamina del sole” è importante per la salute delle ossa, ma come sottolinea la giornalista senior Jessica Hamzelo, recenti ricerche stanno anche scoprendo nuove sorprendenti intuizioni su altri modi in cui può influenzare il nostro corpo, compreso il nostro sistema immunitario e la salute del cuore.

Cos’è l’intelligenza artificiale?

Lo sguardo dettagliato del redattore senior Will Douglas Haven su come definire l’intelligenza artificiale è stato pubblicato nel 2024, ma quest’anno è comunque riuscito a connettersi con molti lettori. Spiega perché nessuno può essere d’accordo su cosa sia l’intelligenza artificiale – e spiega perché questa ambiguità è importante e come può informare il nostro pensiero critico su questa tecnologia.

I corpi umani “in eccedenza” ottenuti eticamente potrebbero rivoluzionare la medicina

In questo editoriale stimolante, un team di esperti dell’Università di Stanford sostiene che la creazione di corpi umani viventi che non possono pensare, non hanno consapevolezza e non possono provare dolore potrebbe scuotere la ricerca medica e lo sviluppo di farmaci fornendo il materiale biologico necessario per test e trapianti. I recenti progressi nel campo della biotecnologia forniscono ora una potenziale via verso tali “codici corporei”, sebbene permangano ancora molte sfide tecniche e ostacoli etici.

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