Martedì, mentre scrivo, il tasso USD/CAD viene scambiato intorno a 1,3880, praticamente invariato nel corso della giornata, tra segnali macroeconomici contrastanti provenienti da fattori di supporto specifici degli Stati Uniti (USA) e del Canada.

Gli ultimi dati diffusi dal Bureau of Labor Statistics confermano che l’inflazione negli Stati Uniti continua a raffreddarsi a un ritmo graduale ma ancora incompleto. L’indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato del 2,7% su base annua a dicembre, in linea con i dati del mese precedente e con le aspettative del mercato. Tuttavia, l’IPC core, che esclude le componenti volatili dei prodotti alimentari ed energetici, è rimasto invariato al 2,6% su base annua, inferiore alle aspettative di un leggero aumento. Su base mensile, l’inflazione complessiva è aumentata dello 0,3%, mentre l’inflazione core è aumentata dello 0,2%, con i costi di alloggio che continuano a essere il principale motore delle pressioni mensili sui prezzi.

Questi dati rafforzano l’idea che il processo di disinflazione sia in corso e rafforzano le aspettative per un allentamento più graduale della politica monetaria da parte della Federal Reserve (Fed). I mercati ora credono che ci sia quasi il 95% di possibilità che la Fed lasci invariati i tassi di interesse nella riunione di gennaio.

Anche gli indicatori del mercato del lavoro statunitense inviano segnali contrastanti. I dati dell’Automatic Data Processing (ADP) mostrano che la media di quattro settimane di guadagni di posti di lavoro nel settore privato è aumentata da 11.000 a 11.750 a settimana a metà dicembre. Ciò suggerisce che la creazione di posti di lavoro rimane positiva ma modesta e non sufficiente a rispondere pienamente alle preoccupazioni su un rallentamento economico.

Dal lato canadese, il dollaro canadese (CAD) sta trovando supporto dall’aumento dei prezzi del petrolio. Poiché il Canada è il maggiore esportatore di petrolio greggio verso gli Stati Uniti, i prezzi dell’energia rimangono un fattore chiave per la valuta. I prezzi del petrolio statunitense West Texas Intermediate (WTI) hanno ampliato i guadagni per il quarto giorno consecutivo, scambiando intorno a 61 dollari al barile, sostenuti dalle preoccupazioni sull’offerta in parte legate alle crescenti tensioni geopolitiche che coinvolgono l’Iran. Gli operatori di mercato attendono inoltre il rilascio del rapporto settimanale sull’inventario del petrolio greggio dell’American Petroleum Institute (API) nel corso della giornata, che potrebbe influenzare ulteriormente il sentiment del mercato energetico.

In questo contesto, l’equilibrio tra i dati sull’inflazione statunitense che smorzano le aspettative di un rapido allentamento della Fed e il sostegno del CAD trainato dal petrolio aiuta a mantenere il cambio USD/CAD in una fase di consolidamento, in assenza di un forte catalizzatore a breve termine.

Prezzo in dollari USA oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate oggi. Il dollaro americano è stato il più forte contro lo yen giapponese.

Dollaro statunitense euro Sterlina inglese Yen giapponese CAD AUD NZD CHF
Dollaro statunitense 0,25% 0,27% 0,64% 0,10% 0,55% 0,50% 0,47%
euro -0,25% 0,03% 0,39% -0,15% 0,30% 0,25% 0,22%
Sterlina inglese -0,27% -0,03% 0,34% -0,17% 0,28% 0,23% 0,19%
Yen giapponese -0,64% -0,39% -0,34% -0,51% -0,06% -0,12% -0,14%
CAD -0,10% 0,15% 0,17% 0,51% 0,45% 0,40% 0,37%
AUD -0,55% -0,30% -0,28% 0,06% -0,45% -0,05% -0,08%
NZD -0,50% -0,25% -0,23% 0,12% -0,40% 0,05% -0,03%
CHF -0,47% -0,22% -0,19% 0,14% -0,37% 0,08% 0,03%

La mappa termica mostra le variazioni percentuali tra le valute più importanti. La valuta di base viene selezionata dalla colonna di sinistra mentre la valuta di quotazione viene selezionata dalla riga superiore. Ad esempio, se selezioni il dollaro USA dalla colonna di sinistra e passi allo yen giapponese lungo la linea orizzontale, la variazione percentuale mostrata nel campo sarà USD (base)/JPY (tasso).

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