La Gran Bretagna potrebbe non produrre mai un altro combattente come Naseem Hamed, ma anche lo showman più stravagante di questo sport crede che esista un grande combattente moderno su un piano completamente diverso.

L’ex stella dei pesi piuma è tornata nel circuito delle interviste dopo il trattamento sul tappeto rosso per il film biografico Giant, che traccia il suo viaggio dall’accademia Wincobank di Sheffield alla gloria del campionato mondiale sotto la guida del compianto Brendan Ingle.

Ora ha 51 anni, sono passati 24 anni dall’ultimo incontro di Hamed. La vittoria a punti su Manuel Calvo ha chiuso il sipario su una carriera che si è conclusa molto più serenamente dell’estroversione e dello spettacolo che hanno definito il suo apice.

Al suo apice, tuttavia, Hamed era una delle figure più avvincenti della boxe, uno status che riaffermò nell’ottobre 1998 quando scelse il coraggioso Wayne McCullough per mantenere il suo titolo WBO dei pesi piuma.

Quella stessa notte, a migliaia di chilometri di distanza, un diciannovenne dei pesi mosca si stava preparando per il suo primo incontro per il titolo mondiale. Fu l’inizio di un viaggio straordinario di cui, 28 anni dopo, si parla ancora con toni riverenti. Parlando con Boxe uno contro unoHamed ha spiegato perché crede che non ce ne sarà mai un altro Manny Pacquiao.

“Pacquiao ha cambiato il nostro gioco, ha cambiato il mio sport. Adoro Manny Pacquiao. Non c’è nessuno nel mio gioco che possa dire che quello che ha fatto lui, lo hanno fatto. Otto titoli mondiali con pesi diversi, è inaudito, è su un altro pianeta.”

Sebbene Pacquiao e Hamed non abbiano mai condiviso un anello, un avversario comune avrebbe giocato un ruolo determinante in entrambe le eredità. Nell’aprile 2001, Marco Antonio Barrera ha smantellato Hamed in 12 round, ponendo fine alla sua serie di vittorie consecutive e all’aura di invincibilità.

Due anni dopo, Pacquiao si presentò al mondo della boxe realizzando una demolizione unilaterale del grande messicano, una prestazione che segnò il suo vero arrivo ai livelli d’élite di questo sport.

Per Hamed il contrasto è impossibile da ignorare. Per Pacquiao, rimane solo un capitolo di una carriera che ha ridefinito ciò che si credeva possibile e, agli occhi del “Principe”, ha confermato il suo posto oltre i normali confini della boxe.

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