Mercoledì 14 gennaio 2026 – 16:52 WIB

Teheran, LUNGA VITA – La Repubblica Islamica dell’Iran è ora davvero sull’orlo di un falò geopolitico. Nel mezzo delle manifestazioni sempre più violente, il presidente Masoud Pezeshkian ha accusato gli agenti dei servizi segreti del Mossad (israeliano) e della CIA (statunitense) di fingersi manifestanti per infiltrarsi tra le masse e rovesciare il regime.

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Mercoledì 14 gennaio 2026 è stato riferito che la situazione era fuori controllo. I dati della Human Rights Activists News Agency (HRA) mostrano un triste bilancio delle vittime che ha rapidamente raggiunto 2.571 persone.

1. Pezeshkian: Ci sono terroristi addestrati all’estero

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Nella sua dichiarazione ufficiale rilasciata all’emittente statale IRIB, Pezeshkian ha spostato l’attenzione dalla crisi economica interna alla minaccia dello spionaggio straniero. Ha affermato che questa rivolta non è stata solo una protesta di cittadini comuni, ma anche un’operazione pianificata portata avanti da “le stesse persone” che hanno attaccato l’Iran lo scorso giugno.

Pezeshkian ha sottolineato nella sua dichiarazione: “Hanno addestrato molte persone dall’interno e dall’esterno del paese. Hanno portato terroristi dall’esterno”.

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Ha accusato queste spie di essere responsabili dell’incendio delle moschee di Rasht e di brutali attacchi ai mercati tradizionali.

2. Riconoscimento esterno

Le accuse dell’Iran sembrano essere confermate dalle dichiarazioni provocatorie dei funzionari occidentali. L’ex direttore della CIA Mike Pompeo ha inviato un messaggio sui social media che ha scioccato la comunità internazionale.

“Buon anno a tutti gli iraniani per strada e a tutti gli agenti del Mossad che camminano accanto a loro”, ha scritto Pompeo nel suo post.

Non solo, anche il ministro israeliano dei Beni Culturali, Amichai Eliyahu, ha tacitamente ammesso che mezzi di intelligence erano già sepolti in territorio iraniano. Ha detto che Israele “sa come preparare il terreno per un attacco” direttamente dall’interno dell’Iran.

3. Caos sul campo: Internet inattivo, Starlink in azione

Le condizioni a Teheran e in altre grandi città sono descritte come simili all’atmosfera della Rivoluzione del 1979. Ecco i fatti spaventosi sul campo:

  • 2 settimane di massacro: il bilancio delle vittime questa volta è stato quattro volte superiore a quello delle proteste di Mahsa Amini nel 2022.
  • Scansione Internet: le forze di sicurezza hanno iniziato a fare irruzione nei condomini per trovare le antenne paraboliche Starlink.
  • Battaglia di nervi: Donald Trump, tramite Truth Social, ordina ai manifestanti di “prendere il controllo delle istituzioni governative” e promette che gli aiuti arriveranno presto.

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In risposta, Ali Larijani del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano ha rilasciato una dura risposta. Ha ufficialmente etichettato Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu come i “principali assassini” del popolo iraniano.

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