Mercoledì l’AUD/USD viene scambiato intorno a 0,6680 mentre scriviamo, praticamente invariato nel corso della giornata mentre gli investitori digeriscono una serie di importanti comunicati macroeconomici provenienti dagli Stati Uniti e dall’Asia.

Negli Stati Uniti, le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,6% a novembre, ben al di sopra delle aspettative del mercato dello 0,4%, dopo essere scese dello 0,1% in ottobre. Questi numeri pubblicati dall’US Census Bureau indicano una forte domanda delle famiglie. Allo stesso tempo, l’indice dei prezzi alla produzione (PPI) è aumentato del 3% su base annua a novembre, superando le aspettative, mentre anche il PPI core è aumentato del 3% su base annua. Dal lato dei consumatori, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato del 2,7% su base annua a dicembre, in linea con le previsioni, mentre l’inflazione di fondo è stata leggermente inferiore alle aspettative, attestandosi al 2,6%.

Questi dati rafforzano l’idea che la Federal Reserve (Fed) probabilmente lascerà invariati i tassi di interesse nella sua prossima riunione. I prezzi di mercato continuano a suggerire che il primo taglio dei tassi non è previsto prima della metà dell’anno, fornendo un supporto fondamentale per il dollaro statunitense (USD).

In Australia, il dollaro australiano (AUD) sta ricevendo ulteriore sostegno dagli sviluppi in Cina. La bilancia commerciale cinese ha registrato un surplus di 114,1 miliardi di dollari a dicembre, superando le aspettative e sostenendo le valute sensibili allo slancio della crescita cinese, come quella australiana. A livello nazionale, anche i dati immobiliari australiani supportano la valuta. I permessi di costruzione sono aumentati del 15,2% a novembre rispetto al mese precedente a 18.406 unità, vicino al massimo degli ultimi quattro anni, segnando un significativo rimbalzo rispetto al calo del mese precedente.

La continua e forte domanda immobiliare potrebbe indurre la Reserve Bank of Australia (RBA) a rimanere cauta sulle dinamiche dell’inflazione, nonostante il recente allentamento delle pressioni sui prezzi al consumo. Questo contesto alimenta le aspettative secondo cui la politica monetaria potrebbe rimanere restrittiva più a lungo di quanto si pensasse in precedenza e fornire un sostegno strutturale al dollaro australiano.

Nel complesso, la coppia AUD/USD rimane in una posizione di attesa, intrappolata tra fondamentali statunitensi ancora solidi e fattori specifici della regione che favoriscono il dollaro australiano, mentre gli investitori cercano nuovi catalizzatori macroeconomici per guidare un movimento direzionale più chiaro.

Prezzo in dollari australiani oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale del dollaro australiano (AUD) rispetto alle principali valute elencate oggi. Il dollaro australiano è stato il più forte rispetto al dollaro statunitense.

Dollaro statunitense euro Sterlina inglese Yen giapponese CAD AUD NZD CHF
Dollaro statunitense -0,09% -0,19% -0,54% -0,02% 0,00% -0,13% -0,17%
euro 0,09% -0,10% -0,46% 0,07% 0,09% -0,04% -0,08%
Sterlina inglese 0,19% 0,10% -0,34% 0,17% 0,19% 0,05% 0,02%
Yen giapponese 0,54% 0,46% 0,34% 0,53% 0,55% 0,40% 0,38%
CAD 0,02% -0,07% -0,17% -0,53% 0,02% -0,12% -0,15%
AUD -0,00% -0,09% -0,19% -0,55% -0,02% -0,13% -0,17%
NZD 0,13% 0,04% -0,05% -0,40% 0,12% 0,13% -0,03%
CHF 0,17% 0,08% -0,02% -0,38% 0,15% 0,17% 0,03%

La mappa termica mostra le variazioni percentuali tra le valute più importanti. La valuta di base viene selezionata dalla colonna di sinistra mentre la valuta di quotazione viene selezionata dalla riga superiore. Ad esempio, se selezioni il dollaro australiano dalla colonna di sinistra e passi al dollaro statunitense lungo la linea orizzontale, la variazione percentuale mostrata nel campo sarà AUD (Base)/USD (Tasso).

Collegamento alla fonte