La coppia USD/JPY ha attirato alcuni venditori vicino a 157,80 durante la prima sessione asiatica di lunedì. Lo yen giapponese (JPY) è in rialzo rispetto al dollaro statunitense (USD) a causa dei timori di un intervento da parte dei funzionari giapponesi. Lunedì i mercati statunitensi rimarranno chiusi per le festività del Martin Luther King Jr. Day.
Il ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha accennato alla possibilità di un intervento congiunto con gli Stati Uniti per sostenere la valuta in difficoltà. Venerdì Katayama ha ribadito il suo avvertimento secondo cui tutte le opzioni, compreso l’intervento valutario diretto, sono disponibili per far fronte alla recente debolezza dello yen giapponese.
Felix Ryan, stratega dei cambi presso ANZ, ha dichiarato: “L’approccio alla fase di intervento è spesso accompagnato da dichiarazioni del Tesoro giapponese o di funzionari governativi sul tasso dello yen o da richieste di informazioni da parte delle controparti”.
D’altro canto, il miglioramento dei dati sul mercato del lavoro statunitense ha respinto le aspettative di ulteriori tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed) entro giugno. Ciò, a sua volta, potrebbe fornire un certo supporto al biglietto verde rispetto allo yen giapponese (JPY). I funzionari della Fed non hanno segnalato alcuna urgenza di ulteriori azioni fino a quando non vedranno ulteriori segnali che l’inflazione scenderà in modo sostenibile verso il suo obiettivo del 2%. Gli analisti di Morgan Stanley hanno aggiornato le loro previsioni per il 2026, prevedendo un taglio dei tassi a giugno e un altro a settembre invece di gennaio e aprile.
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.















