Il cross trade AUD/JPY è in territorio negativo vicino a 105,65 durante le prime ore di negoziazione europee di lunedì. Lo yen giapponese (JPY) è in rialzo rispetto al dollaro australiano (AUD) mentre i funzionari giapponesi mettono in guardia contro l’intervento valutario.
Venerdì il ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha dichiarato di non escludere alcuna opzione per contrastare la debolezza dello yen giapponese, compreso un intervento coordinato con gli Stati Uniti.
D’altro canto, l’incertezza politica dovuta alle speculazioni sulle elezioni anticipate e ai piani per una spesa fiscale aggressiva potrebbe aumentare l’incertezza del mercato e pesare sullo JPY nel breve termine. Il primo ministro giapponese Sanae Takaichi prevede di sciogliere il parlamento la prossima settimana e di indire elezioni generali anticipate per ottenere il sostegno pubblico ai suoi piani di spesa.
Analisi tecnica:
Sul grafico giornaliero, l’AUD/JPY si mantiene al di sopra della crescente EMA a 100 giorni a 101,60, mantenendo intatta la tendenza rialzista complessiva. Il trend rialzista della media supporta gli acquisti durante i pullback. L’RSI a 59,89 è da neutrale a rialzista, indicando uno slancio costante. Le battute d’arresto potrebbero essere attenuate dalla banda di Bollinger mediana a 20 giorni a 105,25, con l’orientamento del trend che rimane positivo ma superiore alla media.
Il prezzo si sta spostando a nord della banda centrale e tendendo verso la banda di Bollinger superiore, indicando una continua pressione rialzista. Le bande si sono ristrette, indicando una minore volatilità e un possibile breakout. La resistenza si trova sulla fascia superiore a 106,48. Una chiusura sopra la resistenza potrebbe estendere il rialzo, mentre un ribasso sotto la fascia media aprirebbe una fase correttiva verso la fascia inferiore a 104,00.
(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.















