La coppia EUR/JPY sta guadagnando terreno vicino a 186,25 durante le ore di negoziazione asiatiche di venerdì. Lo yen giapponese (JPY) si sta indebolendo rispetto all’euro (EUR) a seguito della decisione sul tasso di interesse della Banca del Giappone (BoJ). L’attenzione si concentrerà sulla conferenza stampa della BoJ più tardi venerdì.
Come ampiamente previsto, la banca centrale giapponese ha mantenuto il tasso di interesse di riferimento stabile allo 0,75% dopo aver concluso venerdì la riunione di revisione politica di due giorni. Ciò significa che gli oneri finanziari sono al livello più alto degli ultimi tre decenni.
L’ultima decisione è arrivata pochi giorni dopo che il primo ministro giapponese Sanae Takaichi aveva mandato in subbuglio i mercati finanziari con la sua promessa di sospendere l’imposta sulle vendite sugli acquisti di generi alimentari come parte del suo manifesto elettorale in vista delle elezioni dell’8 febbraio.
Per quanto riguarda l’euro, la Banca Centrale Europea (BCE) ha pubblicato i verbali dell’ultima riunione di politica monetaria, dimostrando che la banca centrale non ha fretta di aggiustare ulteriormente i tassi di interesse poiché l’inflazione è vicina all’obiettivo del 2% e le aspettative del mercato puntano a una politica monetaria stabile per tutto il 2026. I mercati attualmente scontano con un’alta probabilità che i tassi di interesse rimarranno invariati alla prossima riunione politica della BCE del 5 febbraio.
Venerdì gli operatori terranno d’occhio i dati preliminari dell’indice dei direttori agli acquisti (PMI) della zona euro, della Germania e della Francia. Se i rapporti mostrassero risultati più deboli del previsto, ciò potrebbe portare ad un calo dell’EUR rispetto allo JPY a breve termine.
Domande frequenti sulla Banca del Giappone
La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese che stabilisce la politica monetaria del paese. La sua missione è emettere banconote ed effettuare controlli monetari e monetari per garantire la stabilità dei prezzi, il che significa un obiettivo di inflazione di circa il 2%.
La Banca del Giappone ha introdotto una politica monetaria estremamente espansiva nel 2013 per stimolare l’economia e aumentare l’inflazione in un contesto di bassa inflazione. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ovvero sulla stampa di banconote per acquistare attività come obbligazioni governative o societarie per fornire liquidità. Nel 2016, la banca ha raddoppiato la sua strategia e allentato ulteriormente le sue politiche, introducendo prima tassi di interesse negativi e poi controllando direttamente il rendimento dei suoi titoli di stato a 10 anni. Nel marzo 2024, la BoJ ha alzato i tassi di interesse, invertendo di fatto la sua politica monetaria estremamente accomodante.
Le massicce misure di stimolo della banca hanno portato ad una svalutazione dello yen rispetto ai suoi principali partner valutari. Questo processo si è intensificato nel 2022 e nel 2023 a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali, che hanno optato per un forte aumento dei tassi di interesse per combattere decenni di inflazione. Le politiche della BoJ hanno portato ad un ampliamento del differenziale con le altre valute e hanno depresso il valore dello yen. Questa tendenza è stata parzialmente invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare la sua posizione politica ultra-espansiva.
L’indebolimento dello yen e l’aumento dei prezzi globali dell’energia hanno portato ad un aumento dell’inflazione giapponese, che ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ. A questo movimento ha contribuito anche la prospettiva di un aumento dei salari nel paese, un fattore chiave per l’inflazione.















