Al momento in cui scriviamo, il dollaro USA viene scambiato vicino a 158,00 contro lo yen giapponese, dopo aver recuperato dai massimi della sessione superiori a 159,20. I tassi di cambio dello yen hanno oscillato senza alcuna apparente ragione fondamentale dopo che il governatore della Banca del Giappone Kazuho Ueda ha rilasciato un comunicato stampa venerdì scorso che ha scatenato speculazioni su una “revisione del tasso di interesse”.
Questo processo consiste in richieste da parte delle autorità di Tokyo alle principali banche commerciali del paese di richiedere tassi sullo yen, una mossa che spesso anticipa un intervento immediato sui mercati dei cambi.
In precedenza, lo yen si era deprezzato a tutti i livelli dopo che la BoJ aveva deciso di mantenere i tassi di interesse allo 0,75%, un risultato ampiamente atteso dal mercato.
Il governatore della BoJ Ueda ha lanciato un messaggio moderatamente aggressivo, sottolineando che l’inflazione si sta avvicinando all’obiettivo del 2%, il che sosterrebbe un’ulteriore stretta monetaria nel medio termine. Ueda ha anche affermato che la banca deve comprendere appieno l’impatto dei precedenti rialzi dei tassi prima di inasprire ulteriormente i tassi.
Anche il dollaro USA non è nella sua fase migliore. L’indice USD è sulla buona strada per chiudere la settimana peggiore da giugno, colpita dalle tensioni USA-UE sulla Groenlandia. Il forte PIL statunitense e i dati sull’inflazione stabile pubblicati giovedì non sono riusciti a sostenere il dollaro statunitense e l’attenzione di venerdì si rivolge ai PMI flash statunitensi, che dovrebbero mostrare un moderato miglioramento.
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.
Attività commerciale nel mese di gennaio.















