La Procura sta indagando sul medico sportivo che a dicembre ha rilasciato il certificato medico al 39enne padre di due figli dopo che aveva accusato un presunto disturbo del ritmo cardiaco.

Un calciatore ha avuto un collasso ed è morto in campo durante un tragico allenamento.

Riccardo Chetta ha fatto un giochino con i suoi Compagni di squadra del Parabita City quando improvvisamente si sedette e poi cadde sull’erba, lasciandolo senza vita sul campo. Staff e giocatori sono immediatamente accorsi in suo aiuto, tentando di rianimarlo con il defibrillatore presente sul posto sotto la guida telefonica dei servizi di emergenza.

I paramedici sono arrivati ​​circa 15 minuti dopo la chiamata e hanno continuato la RCP, ma dopo circa 55 minuti è stato dichiarato morto sul posto. Chetta, 39 anni, da più di 10 anni militava nel Parabita City, squadra che milita nel campionato italiano dilettantistico over 30.

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La tragedia è avvenuta al campo sportivo di Collepasso, in provincia di Lecce, nel ‘tacco’ d’Italia, venerdì scorso (16 gennaio). Si ritiene che sia morto a causa di un’aritmia maligna (un’alterazione grave e pericolosa del ritmo cardiaco) con fibrillazione ventricolare, ha riferito NeedToKnow.

I risultati preliminari suggeriscono un grave disturbo del ritmo cardiaco che ha impedito al cuore di pompare in modo efficace, portando rapidamente all’arresto cardiaco.

Chetta, di Parabita, era molto noto nel settore turistico. Aveva ereditato dal padre l’agenzia viaggi di famiglia e gestiva diversi agriturismi. È stato anche profondamente coinvolto nel Salento Book Festival.

La procura ha messo sotto indagine il medico sportivo che ha rilasciato il suo certificato medico a dicembre. L’indagine si concentra su un precedente episodio di malore riferito da Chetta e se durante la visita medica siano sfuggiti eventuali segnali d’allarme.

Lascia la moglie Ilaria, i suoi due figli (di sei e tre anni), i genitori e una sorella. I suoi funerali si sono svolti ieri (22 gennaio) a Parabita.

Il Comune di Parabita ha reso omaggio a Chetta, come ha detto un portavoce del club: “Ci siamo stretti attorno ad un uomo che ha dato tutto per i nostri colori e per la nostra comunità, un uomo che ringraziamo per la sua gioia, la sua semplicità e la sua generosità verso tutti.

“Addio, Ricky 19. Fai buon viaggio.”

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