Man mano che gli strumenti di intelligenza artificiale generativa diventano più comuni nelle scuole e nelle industrie creative, nuove ricerche sollevano preoccupazioni sul loro impatto sull’apprendimento e sull’equità. Un recente studio di James Kauffman, professore all’Università del Connecticut, ha scoperto che l’intelligenza artificiale aumenta le lacune esistenti nelle competenze anziché ridurre il divario di creatività. Nelle attività di narrazione, i partecipanti che erano più creativi senza l’intelligenza artificiale hanno continuato a sovraperformare gli altri, anche con il supporto dell’intelligenza artificiale.

La ricerca mostra che l’intelligenza artificiale agisce più come un assistente creativo che come un equalizzatore. Può generare idee ma manca del giudizio umano necessario per valutarle o perfezionarle, che è una parte importante della vera creatività.

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