Domenica 25 gennaio 2026 – 23:12 WIB

VIVA – Un’indagine pubblicata dai media investigativi filippini, rapper, Ha denunciato una presunta operazione di influenza digitale che prevede l’uso di falsi account sui social media per modellare l’opinione pubblica filippina a favore della Cina, soprattutto nel contesto delle crescenti tensioni nel Mar delle Filippine occidentali.

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Il rapporto, scritto dal giornalista Don Kevin Hapal e pubblicato il 20 dicembre, evidenziava il ruolo di InfinitUs Marketing Solutions, una società di marketing locale, presumibilmente coinvolta nella gestione di una rete di account di social media, o “troll”, in contratti legati all’ambasciata cinese nelle Filippine.

rapperI media digitali, co-fondati dalla giornalista vincitrice del Premio Nobel per la pace 2021 Maria Ressa, hanno affermato che l’operazione mirava a influenzare la percezione della Cina da parte dei filippini attraverso attività coordinate sulle piattaforme di social media, in particolare Facebook.

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L’indagine di Don Kevin Hapal del 20 dicembre ha rivelato che l'”esercito cinese dei troll” è in prima linea in un nuovo tipo di conflitto geopolitico; Questo conflitto non è stato combattuto con le navi nel Mar delle Filippine occidentali, ma con falsi profili Facebook e fabbriche di propaganda assunte esternamente.

Nel rapporto, Hapal spiega che gli account che sembrano appartenere a filippini comuni come insegnanti, studenti e operai edili sono in realtà identità false gestite sistematicamente. Si dice che questi account vengano utilizzati per infiltrarsi nelle conversazioni pubbliche e diffondere narrazioni a vantaggio di Pechino.

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“Un insegnante. Uno studente. E anche un operaio edile.” Sono gli avatar della vita quotidiana, i vicini digitali che ci aspettiamo di incontrare su Facebook. Come scrive Hapal: “All’osservatore casuale che naviga su Facebook, questi profili sembrerebbero profili di filippini comuni. Un insegnante che posta le sue esperienze in classe, uno studente che interagisce con altri studenti e un lavoratore comune che condivide scorci della sua routine quotidiana. Hanno nomi, volti e opinioni.”

Ma in realtà non è così. Nomi, volti e opinioni furono inventati; maschere elaborate indossate da quelli che i documenti interni dell’azienda chiamano “guerrieri della tastiera dedicati”. La loro missione: infiltrarsi nelle conversazioni filippine e rimodellare sottilmente il sentimento pubblico nei confronti della Cina.

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È qui che l’indagine diventa preziosa. Le operazioni di influenza sono spesso discusse in termini astratti come “allevamenti di troll”, “bot”, “interferenze straniere” e così via.

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