L’argento (XAG/USD) continua il suo spettacolare rally all’inizio della settimana e al momento in cui scriviamo viene scambiato a circa 109,50 dollari, in rialzo del 6,90% rispetto alla giornata. Il metallo bianco ha toccato in precedenza un nuovo massimo storico di 110,90 dollari, beneficiando di un contesto macroeconomico sempre più incerto che favorisce i beni rifugio.
L’avversione al rischio continua a essere guidata dalle crescenti preoccupazioni sugli Stati Uniti (USA). Le ripetute minacce commerciali da parte del governo statunitense, i crescenti rischi di una chiusura del bilancio e i dubbi sull’indipendenza della Federal Reserve (Fed) riaccendono i timori di un deterioramento del contesto economico e istituzionale. In questo contesto, gli investitori si rivolgono ai metalli preziosi come copertura contro l’instabilità macroeconomica e finanziaria.
La continua pressione sul dollaro statunitense (USD) è un altro importante supporto per l’argento. Il biglietto verde continua a essere appesantito dalle aspettative di tagli dei tassi di interesse e dall’incertezza politica a Washington, rendendo i metalli denominati in dollari più attraenti per gli acquirenti stranieri e rafforzando meccanicamente la domanda.
Oltre al suo status di bene rifugio, l’argento beneficia anche di solidi fondamentali industriali. La domanda associata alla transizione energetica, in particolare quella dell’energia solare, dell’elettrificazione e delle infrastrutture di rete, continua a restringere il mercato fisico, mentre la crescita dell’offerta mineraria rimane limitata.
Anche le aspettative sulla politica monetaria statunitense rimangono fondamentali. I mercati ritengono che la Fed probabilmente manterrà un atteggiamento cauto nel breve termine, pur mantenendo la porta aperta ad un allentamento nel corso dell’anno se il rallentamento economico dovesse aggravarsi. Questa prospettiva di tassi di interesse reali più bassi continua a sostenere asset non redditizi come l’argento.
Nel complesso, l’attuale contesto macroeconomico, caratterizzato da incertezza politica, tensioni commerciali e un dollaro USA più debole, continua a sostenere la continua domanda di argento, sia come bene rifugio che come metallo strategico per l’economia globale, nonostante un aumento già impressionante da inizio anno.
Domande frequenti sull’argento
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato tra gli investitori. In passato veniva utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, i trader possono rivolgersi all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura durante i periodi di elevata inflazione. Gli investitori possono acquistare argento fisico in monete o lingotti o scambiarlo attraverso veicoli come i fondi negoziati in borsa che ne seguono il prezzo sui mercati internazionali.
Il prezzo dell’argento può variare in base a diversi fattori. L’instabilità geopolitica o il timore di una profonda recessione possono far aumentare i prezzi dell’argento a causa del suo status di bene rifugio, anche se in misura minore rispetto all’oro. Essendo un asset non redditizio, l’argento tende ad apprezzarsi quando i tassi di interesse sono più bassi. I suoi movimenti dipendono anche dal comportamento del dollaro americano (USD) quando l’asset è valutato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a tenere sotto controllo i prezzi dell’argento, mentre un dollaro più debole probabilmente spingerà i prezzi più in alto. Anche altri fattori come la domanda di investimenti, l’offerta mineraria (l’argento è molto più comune dell’oro) e i tassi di riciclaggio possono influenzare i prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori quali l’elettronica o l’energia solare, perché ha una delle conduttività elettriche più elevate di qualsiasi altro metallo, più del rame e dell’oro. Un aumento della domanda può far aumentare i prezzi, mentre una diminuzione tende ad abbassarli. Anche le dinamiche nelle economie di Stati Uniti, Cina e India possono contribuire alle fluttuazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i loro grandi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi; In India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso per la gioielleria gioca un ruolo cruciale nella determinazione dei prezzi.
Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento tende a seguire l’esempio poiché il loro status di bene rifugio è simile. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa di entrambi i metalli. Alcuni investitori potrebbero considerare un rapporto elevato come un indicatore del fatto che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe indicare che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.















