Mercoledì i membri del consiglio della Banca del Giappone (BoJ) hanno espresso il loro punto di vista sulle prospettive della politica monetaria, secondo i verbali della BoJ della riunione di dicembre.
Citazioni importanti
Un membro ha affermato che il rischio di aspettare un altro incontro per aumentare i tassi di interesse è rischioso, dato l’impatto delle negoziazioni di valuta estera sull’inflazione.
Un membro ha spiegato che se i tassi di interesse reali si discostassero dall’equilibrio per un periodo prolungato, ciò potrebbe avere un impatto sulla crescita economica a lungo termine.
Un membro ha affermato che è opportuno adeguare il livello di sostegno della politica monetaria poiché il tasso di interesse reale del Giappone è estremamente basso rispetto agli standard globali.
I membri hanno condiviso l’opinione che le condizioni monetarie rimarranno accomodanti anche se la Banca del Giappone aumenterà i tassi di interesse in questa riunione.
Alcuni membri hanno affermato che il tasso di interesse reale sarebbe fortemente negativo anche se la BOJ aumentasse i tassi allo 0,75%.
Un membro ha affermato che i pro e i contro di un rialzo dei tassi e il suo impatto sulle famiglie e sui consumi devono essere esaminati attentamente.
I membri hanno convenuto che la BOJ probabilmente aumenterà ulteriormente i tassi di interesse se le sue previsioni economiche e sui prezzi si concretizzeranno.
Alcuni membri hanno affermato che l’adeguamento del livello di sostegno della politica monetaria aiuterebbe a stabilizzare i mercati e avrebbe benefici per l’economia.
La maggior parte dei membri ha affermato che la Banca del Giappone non dovrebbe avere un’idea preconcetta sul ritmo dei rialzi dei tassi e dovrebbe esaminare attentamente l’economia, i prezzi e i mercati in ogni riunione quando prende una decisione.
Un membro ha affermato che la BOJ dovrebbe valutare vari fattori, compresi i sondaggi, nel valutare se il ciclo di moderati aumenti dei salari e dell’inflazione si sta radicando nell’economia giapponese.
Un membro ha affermato che per ora la BOJ dovrebbe aumentare i tassi di interesse ogni pochi mesi.
Reazione del mercato ai verbali della BoJ
Al momento in cui scriviamo, il tasso USD/JPY è in ribasso dell’1,04% a 152,48.
Domande frequenti sulla Banca del Giappone
La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese che stabilisce la politica monetaria del paese. La sua missione è emettere banconote ed effettuare controlli monetari e monetari per garantire la stabilità dei prezzi, il che significa un obiettivo di inflazione di circa il 2%.
La Banca del Giappone ha introdotto una politica monetaria estremamente espansiva nel 2013 per stimolare l’economia e aumentare l’inflazione in un contesto di bassa inflazione. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ovvero sulla stampa di banconote per acquistare attività come obbligazioni governative o societarie per fornire liquidità. Nel 2016, la banca ha raddoppiato la sua strategia e allentato ulteriormente le sue politiche, introducendo prima tassi di interesse negativi e poi controllando direttamente il rendimento dei suoi titoli di stato a 10 anni. Nel marzo 2024, la BoJ ha alzato i tassi di interesse, invertendo di fatto la sua politica monetaria estremamente accomodante.
Le massicce misure di stimolo della banca hanno portato ad una svalutazione dello yen rispetto ai suoi principali partner valutari. Questo processo si è intensificato nel 2022 e nel 2023 a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali, che hanno optato per un forte aumento dei tassi di interesse per combattere decenni di inflazione. Le politiche della BoJ hanno portato ad un ampliamento del differenziale con le altre valute e hanno depresso il valore dello yen. Questa tendenza è stata parzialmente invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare la sua posizione politica ultra-espansiva.
L’indebolimento dello yen e l’aumento dei prezzi globali dell’energia hanno portato ad un aumento dell’inflazione giapponese, che ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ. A questo movimento ha contribuito anche la prospettiva di un aumento dei salari nel paese, un fattore chiave per l’inflazione.















