Giovedì i titoli azionari statunitensi sono stati sottoposti a rinnovate pressioni poiché i guadagni delle società tecnologiche a mega capitalizzazione e la performance accomodante della Federal Reserve (Fed) questa settimana hanno pesato sul sentiment. L’S&P 500 è crollato dello 0,7%, il Nasdaq dell’1,6% e il Dow dello 0,2% circa, mentre le criptovalute sono scese di oltre il 4% al livello più basso in quasi due mesi. L’elemento più frenante è stato Microsoft, che ha perso l’11% dopo aver segnalato una crescita più lenta del cloud e pubblicato una guidance più debole sui margini operativi, segnando la sua giornata peggiore dall’inizio del 2020.
L’aumento delle maree non solleva tutte le barche per sempre
La debolezza si è diffusa in tutto il settore del software, riflettendo la crescente preoccupazione degli investitori per la spesa ancora in aumento per l’intelligenza artificiale e il suo ipotetico potenziale di sconvolgere modelli di business consolidati. ServiceNow (NOW) ha registrato un forte calo nonostante abbia superato le aspettative sugli utili, mentre anche Oracle (ORCL) e Salesforce (CRM) sono crollati. L’ETF IGV focalizzato sul software è caduto in territorio ribassista ed è ora inferiore di oltre il 20% al suo recente picco, dimostrando quanto velocemente il sentiment sia cambiato in un segmento che in precedenza aveva beneficiato dell’ottimismo sull’intelligenza artificiale. Sebbene l’intelligenza artificiale rimanga un motore di crescita a lungo termine, non offre più sorprese positive in modo costante, il che significa che la qualità degli utili e la diversificazione stanno diventando sempre più importanti poiché l’espansione delle valutazioni diventa più difficile da sostenere.
Giovedì ci sono stati notevoli punti positivi: le azioni di Meta (META) sono aumentate notevolmente dopo che la società ha registrato ottimi utili. Meta ha riportato una crescita dei ricavi generati dalla pubblicità del 24% e ha fornito una previsione ottimistica dei ricavi. Gli investitori sono apparsi soddisfatti degli aggressivi piani di investimento nell’intelligenza artificiale di Meta, anche se la spesa in conto capitale quasi raddoppierà rispetto allo scorso anno, segnalando fiducia nella società nel finanziare la crescita mantenendo la redditività. Anche Caterpillar (CAT) ha contribuito al lato positivo della stagione degli utili con un solido ritmo trimestrale.
“Doctor Copper” segnala che va tutto bene
Al di fuori dei mercati azionari, i prezzi del rame hanno raggiunto i massimi storici, confermando le aspettative di una robusta attività economica globale. I futures sono saliti di oltre l’8% a 6,45 dollari la libbra, prolungando un forte rally durato diversi mesi. I titoli minerari di rame e i relativi ETF hanno registrato guadagni enormi, con diversi grandi produttori che hanno guadagnato il 35-50% solo nel mese di gennaio, segnando uno dei periodi più forti per il settore in oltre un decennio.
Grafico giornaliero del Dow Jones
Domande frequenti sul Dow Jones
Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi del mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L’indice è ponderato per il prezzo e non per la capitalizzazione. Si calcola sommando i prezzi dei singoli titoli e dividendoli per un fattore, che attualmente è 0,152. L’indice è stato fondato da Charles Dow, fondatore anche del Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per non essere sufficientemente rappresentativo, poiché riflette solo 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l’S&P 500.
Molti fattori diversi determinano il Dow Jones Industrial Average (DJIA). La performance complessiva di ciascuna società, divulgata nelle relazioni trimestrali sugli utili delle società, è la più importante. Anche i dati macroeconomici statunitensi e globali contribuiscono poiché influiscono sul sentiment degli investitori. Anche il livello dei tassi di interesse fissati dalla Federal Reserve (Fed) influenza il DJIA perché influisce sul costo del denaro, sul quale molte aziende fanno molto affidamento. Pertanto, l’inflazione può essere un fattore importante, oltre ad altri parametri che influenzano le decisioni della Fed.
La Teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per identificare il trend primario del mercato azionario. Un passo importante è confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) e del Dow Jones Transportation Average (DJTA) e monitorare solo le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. Il volume è un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi di analisi picco-valle. La teoria di Dow presuppone tre fasi di tendenza: accumulazione, quando il denaro intelligente inizia a comprare o vendere; partecipazione pubblica, quando partecipa il grande pubblico; e distribuzione quando il denaro intelligente scompare.
Esistono diversi modi per commerciare con il DJIA. Uno è quello di utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo invece di dover acquistare azioni di tutte le 30 società coinvolte. Un esempio lampante è l’ETF SPDR Dow Jones Industrial Average (DIA). I contratti futures DJIA consentono ai trader di speculare sul valore futuro dell’indice e le opzioni danno il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’indice in futuro a un prezzo predeterminato. I fondi comuni di investimento consentono agli investitori di acquistare una parte di un portafoglio diversificato di azioni DJIA, fornendo esposizione all’indice complessivo.















