Martedì l’oro (XAU/USD) è salito di oltre il 5% mentre gli acquirenti in ribasso rientrano nel mercato dopo la brusca correzione della scorsa settimana dai massimi record vicini a 5.600 dollari. Al momento in cui scrivo, la coppia XAU/USD si aggira intorno ai 4.915 dollari, continuando il suo rally dopo essere scivolata lunedì al minimo di quasi quattro settimane di circa 4.402 dollari.
La forte svendita è stata in gran parte di natura tecnica ed è stata determinata dalla liquidazione delle posizioni e dalla liquidazione guidata dai margini piuttosto che da un significativo deterioramento dei fondamentali. Il contesto più ampio per i lingotti d’oro rimane favorevole, mentre il rimbalzo di martedì evidenzia una volatilità ancora elevata nel settore dei metalli preziosi, con l’argento in rialzo di quasi l’8,5% nel corso della giornata.
Tuttavia, l’oro potrebbe consolidarsi nel breve termine in assenza di nuovi catalizzatori, mentre i primi segnali di distensione tra Stati Uniti e Iran potrebbero smorzare la domanda di beni rifugio. Allo stesso tempo, la rinnovata forza del dollaro statunitense (USD) potrebbe limitare il potenziale di rialzo del cambio XAU/USD.
Fattori trainanti del mercato: allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, annuncio di un accordo commerciale tra Stati Uniti e India, ripresa del DXY
- Ci sono segnali di allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che Masoud Pezeshkian ha dichiarato martedì di aver incaricato il suo ministro degli Esteri di condurre “negoziati giusti ed equi” con gli Stati Uniti. Secondo quanto riferito, entrambe le parti si stanno preparando a inviare inviati di alto livello a Istanbul alla fine di questa settimana per colloqui sul programma nucleare iraniano. I commenti fanno seguito alle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui l’Iran “sta parlando seriamente”.
- Il presidente degli Stati Uniti Trump ha annunciato lunedì che gli Stati Uniti e l’India hanno concordato un accordo commerciale in base al quale le tariffe statunitensi sui beni indiani saranno ridotte da circa il 50% a circa il 18%, mentre l’India aumenterà gli acquisti di prodotti statunitensi, con impegni che potrebbero ammontare fino a 500 miliardi di dollari.
- Il flusso di dati sull’economia statunitense è rallentato dopo che il Bureau of Labor Statistics ha dichiarato lunedì che il suo rapporto sull’occupazione di gennaio, previsto per venerdì, sarebbe stato ritardato a causa dello shutdown parziale del governo, e anche il rapporto JOLTS è stato rinviato.
- L’indice del dollaro statunitense (DXY), che replica il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di sei principali valute, viene scambiato vicino ai massimi di una settimana intorno a 97,60, recuperando dopo essere sceso al minimo di quattro anni la scorsa settimana.
- La ripresa del biglietto verde arriva dopo che i mercati hanno accolto con favore la nomina da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump dell’ex governatore della Federal Reserve Kevin Warsh come prossimo presidente della Fed. Warsh, ampiamente considerato un falco dell’inflazione, ha contribuito ad alleviare le preoccupazioni del mercato sul rischio di tagli aggressivi dei tassi sotto pressione politica.
- I dati positivi sul settore manifatturiero statunitense hanno rafforzato l’idea secondo cui la Fed può permettersi di rimanere paziente prima di riprendere l’allentamento monetario. L’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) dell’Institute for Supply Management (ISM) è salito da 47,9 di dicembre a 52,6 di gennaio, ben al di sopra delle aspettative del mercato di 48,5, mentre l’indice S&P Global Manufacturing PMI è salito a 52,4 da 51,9.
Analisi tecnica:
Sul grafico giornaliero, il prezzo rimane al di sopra della SMA a 20 giorni in rialzo a 4.801,20$, mantenendo più alta la propensione a breve termine. Le bande di Bollinger si stanno allargando poiché il prezzo segue la metà superiore dell’involucro, lasciando spazio verso la banda superiore a 5.351,20 dollari. L’RSI è a 55,67, in aumento da 46,84, confermando il miglioramento dello slancio rialzista. Una chiusura oltre il limite della fascia estenderebbe l’avanzamento, mentre un’inversione al di sotto della linea di base a 20 giorni indebolirebbe il trend rialzista.
Gli indicatori di tendenza riflettono una forza robusta ma in declino: l’ADX è a 42,96, al di sotto dei massimi recenti, mentre l’ATR è salito a 211,78, evidenziando una maggiore volatilità. Il supporto immediato si trova nella banda di Bollinger inferiore a 4.251,21$, e mantenersi al di sopra di questo livello preserverebbe la struttura rialzista più ampia. Una rottura decisiva al di sotto potrebbe innescare un ritracciamento più profondo prima che gli acquirenti tentino un altro movimento al rialzo.
(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)















