Mercoledì la coppia EUR/JPY ha esteso le perdite per la terza sessione consecutiva, attestandosi intorno a 182,80 durante le ore di negoziazione asiatiche. La coppia valutaria rimane sottotono mentre lo yen giapponese (JPY) guadagna sull’ottimismo dopo che il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi ha guidato il Partito Liberal Democratico (LDP) al governo verso una storica vittoria schiacciante. L’agenda politica di Takaichi potrebbe stimolare la crescita economica e dare alla Banca del Giappone più spazio per aumentare i tassi di interesse.
Lo JPY ha ricevuto sostegno anche dalle speculazioni secondo cui le autorità giapponesi potrebbero intervenire per frenare l’eccessiva debolezza valutaria. Nel frattempo, un dollaro statunitense (USD) più debole, messo sotto pressione dai dati economici statunitensi più deboli che hanno alimentato le aspettative di tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, ha continuato a sostenere lo yen.
Il ribasso dell’EUR/JPY potrebbe essere limitato poiché l’euro (EUR) riceve il sostegno della Banca Centrale Europea (BCE), che è rimasta invariata dalla fine del suo ciclo di allentamento annuale nel giugno dello scorso anno, con una crescita robusta che riduce la necessità di ulteriore sostegno politico.
Gli analisti della Danske Bank sottolineano anche il recente accordo commerciale UE-India, che eliminerà le tariffe su oltre il 90% delle merci scambiate entro sette anni. Sebbene l’India rappresenti attualmente solo l’1,5% delle esportazioni dell’area euro, si prevede una crescita annua di circa il 6,5% fino al 2030. L’accordo riduce significativamente le tariffe automobilistiche dal 110% fino al 10% ed elimina le tariffe sui ricambi auto.
Domande frequenti sulla Banca del Giappone
La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese che stabilisce la politica monetaria del paese. La sua missione è emettere banconote ed effettuare controlli monetari e monetari per garantire la stabilità dei prezzi, il che significa un obiettivo di inflazione di circa il 2%.
La Banca del Giappone ha introdotto una politica monetaria estremamente espansiva nel 2013 per stimolare l’economia e aumentare l’inflazione in un contesto di bassa inflazione. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ovvero sulla stampa di banconote per acquistare attività come obbligazioni governative o societarie per fornire liquidità. Nel 2016, la banca ha raddoppiato la sua strategia e allentato ulteriormente le sue politiche, introducendo prima tassi di interesse negativi e poi controllando direttamente il rendimento dei suoi titoli di stato a 10 anni. Nel marzo 2024, la BoJ ha alzato i tassi di interesse, invertendo di fatto la sua politica monetaria estremamente accomodante.
Le massicce misure di stimolo della banca hanno portato ad una svalutazione dello yen rispetto ai suoi principali partner valutari. Questo processo si è intensificato nel 2022 e nel 2023 a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali, che hanno optato per un forte aumento dei tassi di interesse per combattere decenni di inflazione. Le politiche della BoJ hanno portato ad un ampliamento del differenziale con le altre valute e hanno depresso il valore dello yen. Questa tendenza è stata parzialmente invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare la sua posizione politica ultra-espansiva.
L’indebolimento dello yen e l’aumento dei prezzi globali dell’energia hanno portato ad un aumento dell’inflazione giapponese, che ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ. A questo movimento ha contribuito anche la prospettiva di un aumento dei salari nel paese, un fattore chiave per l’inflazione.














