Giovedì l’oro (XAU/USD) viene scambiato praticamente invariato al massimo del range settimanale, con i rialzisti appena al di sotto del picco di febbraio nell’area dei 5.100 dollari. I metalli preziosi restano in uno stato di consolidamento per il terzo giorno consecutivo, poiché il forte rapporto sui libri paga del settore non agricolo statunitense non è riuscito a fornire una spinta significativa al dollaro.

I dati sui libri paga non agricoli pubblicati mercoledì hanno mostrato 130.000 posti di lavoro netti a gennaio, quasi il doppio del consenso del mercato di 70.000, con il tasso di disoccupazione inaspettatamente sceso al 4,3% e l’inflazione salariale in costante aumento.

Questi dati hanno portato gli investitori a ridimensionare le loro scommesse su tagli immediati dei tassi da parte della Federal Reserve americana (Fed), sebbene l’impatto sul dollaro USA sia stato modesto. La forte concentrazione dell’occupazione nel mese di gennaio nel settore sanitario e la significativa revisione al ribasso della crescita occupazionale dello scorso anno hanno intaccato l’ottimismo degli investitori.

Analisi tecnica

Il grafico a 4 ore mostra che la coppia XAU/USD viene scambiata in un intervallo ristretto con tentativi di rialzo limitati al di sotto dei 5.100 dollari. Gli indicatori tecnici sono contrastanti. L’istogramma Moving Average Convergence Divergence (MACD) mostra una leggera pressione ribassista, mentre il Relative Strength Index (RSI) mostra un tono da neutro a positivo a 55.

L’azione dei prezzi rimane al di sopra della SMA a 100 periodi, supportando l’idea che la coppia si trova su una gamba CD di un modello Gartley che mira al livello di ritracciamento di Fibonacci del 78,6% del sell-off di fine gennaio nell’area di 5.340 dollari.
D’altro canto, un’inversione ribassista tra la citata SMA a 100 periodi, ora intorno ai 5.000 dollari, e i minimi di martedì nell’area dei 4.995 dollari aggiungerebbe pressione verso il minimo del 6 febbraio a 4.655 dollari.

(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)

Domande frequenti sull’oro

L’oro ha svolto un ruolo chiave nella storia umana poiché è stato ampiamente utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. A parte la sua lucentezza e il suo utilizzo in gioielleria, il metallo prezioso è attualmente ampiamente visto come un bene rifugio, il che significa che è considerato un buon investimento durante i periodi turbolenti. L’oro è anche ampiamente visto come una copertura contro l’inflazione e le svalutazioni valutarie perché non dipende da un emittente o governo specifico.

Le banche centrali sono le maggiori detentrici di oro. Nel loro obiettivo di sostenere le proprie valute durante i periodi turbolenti, le banche centrali tendono a diversificare le proprie riserve e ad acquistare oro per migliorare la forza percepita dell’economia e della valuta. Grandi riserve auree possono essere fonte di fiducia nella solvibilità di un paese. Le banche centrali hanno aumentato le loro riserve di 1.136 tonnellate di oro nel 2022, per un valore di circa 70 miliardi di dollari, secondo i dati del World Gold Council. Si tratta dell’acquisto annuale più alto mai registrato. Le banche centrali dei mercati emergenti come Cina, India e Turchia stanno rapidamente aumentando le loro riserve auree.

L’oro ha una correlazione inversa con il dollaro USA e i titoli del Tesoro USA, che rappresentano sia riserve importanti che beni rifugio. Quando il dollaro si deprezza, i prezzi dell’oro tendono ad aumentare, consentendo agli investitori e alle banche centrali di diversificare i propri asset durante i periodi turbolenti. L’oro è anche inversamente correlato agli asset rischiosi. Un rally del mercato azionario tende a indebolire i prezzi dell’oro, mentre le vendite nei mercati più rischiosi tendono a favorire il metallo prezioso.

Il prezzo può variare in base a diversi fattori. L’instabilità geopolitica o il timore di una profonda recessione possono rapidamente far aumentare i prezzi dell’oro a causa del suo status di bene rifugio. Essendo un asset non redditizio, l’oro tende a salire quando i tassi di interesse sono più bassi, mentre i costi monetari più elevati di solito gravano sul metallo giallo. Tuttavia, la maggior parte dei movimenti dipende dal comportamento del dollaro statunitense (USD) quando l’asset è valutato in dollari (XAU/USD). Un dollaro forte tende a tenere sotto controllo i prezzi dell’oro, mentre un dollaro più debole probabilmente spingerà i prezzi dell’oro più in alto.

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