L’argento (XAG/USD) viene scambiato intorno ai 76,50$ al momento in cui scriviamo, in ribasso dello 0,70% rispetto alla giornata. L’argento ha iniziato la settimana in ribasso dopo non essere riuscito ad estendere il suo recente rally. Il metallo bianco si trova ad affrontare prese di profitto mentre gli investitori rivalutano le prospettive della politica monetaria statunitense alla luce degli ultimi dati macroeconomici.
Gli ultimi dati provenienti dagli Stati Uniti mostrano che l’inflazione, misurata dall’indice dei prezzi al consumo (CPI), ha rallentato a gennaio. L’indice complessivo è aumentato dello 0,2% su base mensile, rispetto allo 0,3% precedente, mentre il tasso annuale è sceso al 2,4% dal 2,7%. Teoricamente, una minore pressione sui prezzi suggerisce un allentamento della politica monetaria. Tuttavia, i mercati sembrano concentrarsi maggiormente sulla resilienza del mercato del lavoro e sull’atteggiamento cauto della Federal Reserve (Fed).
La Fed non sta dando un segnale chiaro riguardo un imminente taglio dei tassi di interesse. Secondo lo strumento FedWatch del CME, i trader si aspettano in gran parte che la banca centrale lasci i tassi di interesse invariati alle riunioni di marzo e aprile e mantenga l’attuale range compreso tra il 3,50% e il 3,75%. Questa prospettiva limita l’attrattiva immediata degli asset non redditizi come l’argento, la cui valutazione dipende in parte dai rendimenti reali e dalla direzione del dollaro statunitense (USD).
Allo stesso tempo, il tono generale del mercato rimane misto tra cautela e propensione al rischio. Una leggera ripresa del dollaro USA sta pesando sui metalli preziosi denominati in dollari e rendendo l’argento più costoso per gli investitori internazionali. Tuttavia, il potenziale di rialzo del biglietto verde sembra essere limitato dalle continue aspettative di allentamento monetario entro la fine dell’anno.
Sul fronte geopolitico, le tensioni tra Washington e Teheran restano un fattore chiave. Secondo quanto riportato dai media, l’esercito americano si sta preparando alla possibilità di missioni più lunghe contro l’Iran in caso di escalation. Un simile scenario potrebbe ravvivare l’avversione al rischio e aumentare la domanda di beni rifugio, compreso l’argento.
Domande frequenti sull’argento
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato tra gli investitori. In passato veniva utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, i trader possono rivolgersi all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura durante i periodi di elevata inflazione. Gli investitori possono acquistare argento fisico in monete o lingotti o scambiarlo attraverso veicoli come i fondi negoziati in borsa che ne seguono il prezzo sui mercati internazionali.
Il prezzo dell’argento può variare in base a diversi fattori. L’instabilità geopolitica o il timore di una profonda recessione possono far aumentare i prezzi dell’argento a causa del suo status di bene rifugio, anche se in misura minore rispetto all’oro. Essendo un asset non redditizio, l’argento tende ad apprezzarsi quando i tassi di interesse sono più bassi. I suoi movimenti dipendono anche dal comportamento del dollaro statunitense (USD) quando l’asset è valutato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a tenere sotto controllo i prezzi dell’argento, mentre un dollaro più debole probabilmente spingerà i prezzi più in alto. Anche altri fattori come la domanda di investimenti, l’offerta mineraria (l’argento è molto più comune dell’oro) e i tassi di riciclaggio possono influenzare i prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori quali l’elettronica o l’energia solare, perché ha una delle conduttività elettriche più elevate di qualsiasi altro metallo, più del rame e dell’oro. Un aumento della domanda può far aumentare i prezzi, mentre una diminuzione tende ad abbassarli. Anche le dinamiche nelle economie di Stati Uniti, Cina e India possono contribuire alle fluttuazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i loro grandi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi; In India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso per la gioielleria gioca un ruolo cruciale nella determinazione dei prezzi.
Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento tende a seguire l’esempio poiché il loro status di bene rifugio è simile. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa di entrambi i metalli. Alcuni investitori potrebbero considerare un rapporto elevato come un indicatore del fatto che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe indicare che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.














