I negoziatori statunitensi e iraniani hanno aperto a Ginevra un terzo round cruciale di colloqui indiretti, un incontro visto come l’ultima possibilità praticabile per evitare un conflitto regionale più ampio. Il presidente Donald Trump continua a minacciare un’azione militare limitata se non verrà raggiunto un accordo sul nucleare, mentre l’Iran ha avvertito che risponderà con la forza a qualsiasi attacco.

Cosa sapere:

  • I negoziati sono in corso presso la residenza dell’ambasciatore dell’Oman, con il ministro degli Esteri dell’Oman ancora una volta a mediare.
  • L’Oman ha affermato che i negoziatori hanno mostrato “un’apertura senza precedenti” alle nuove idee, ma il percorso verso un accordo rimane incerto.
  • Gli Stati Uniti hanno dispiegato la loro più grande presenza militare in Medio Oriente dal 2003, comprendendo due portaerei e migliaia di soldati.
  • Trump ha affermato di preferire la diplomazia, ma ha ventilato la possibilità di attacchi limitati per fare pressione sull’Iran.
  • Il presidente non ha spiegato chiaramente quali concessioni chiede né perché sia ​​ora necessaria un’azione militare.
  • L’Iran ha rifiutato il congelamento dell’arricchimento dell’uranio, ma ha indicato che prenderà in considerazione concessioni sul suo programma nucleare.
  • Il ministro degli Esteri iraniano ha affermato che il Paese “non svilupperà in nessun caso armi nucleari”, definendo il momento una “opportunità storica”.
  • Secondo i media statunitensi, se i colloqui venissero sospesi, Trump lancerebbe un primo attacco contro le Guardie Rivoluzionarie o gli impianti nucleari.
  • Alti funzionari militari statunitensi hanno avvertito che l’attacco potrebbe innescare un conflitto prolungato.
  • Israele ha chiesto che qualsiasi accordo includa limiti sui missili iraniani e sui delegati regionali, mentre gli alleati regionali temono l’escalation.
  • L’Iran ha minacciato di ritorsioni contro le risorse militari statunitensi e israeliane in caso di attacco.
  • I colloqui sono iniziati dopo gli attacchi statunitensi e israeliani contro gli impianti nucleari iraniani lo scorso anno, che secondo l’Iran hanno fermato l’arricchimento ma non sono stati verificati dagli ispettori.

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