venerdì 27 febbraio 2026 – 09:43 WIB

VIVA – Gli ultimi colloqui o negoziati tra Stati Uniti e Iran a Ginevra sul futuro del programma nucleare di Teheran si sono conclusi senza un accordo concreto. Sebbene i mediatori abbiano indicato che la prossima settimana si svolgerà un dialogo più approfondito, non vi è ancora alcun segno chiaro che le due parti stiano convergendo sulla questione chiave dell’arricchimento dell’uranio.



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L’incontro di giovedì si è svolto in un clima di crescente pressione militare da parte di Washington. Secondo quanto riferito, la Casa Bianca sta valutando le opzioni per un’operazione militare che potrebbe potenzialmente rappresentare il più grande intervento statunitense in Medio Oriente da decenni.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che sono stati compiuti “buoni progressi” e ha descritto i colloqui come “uno dei nostri cicli di negoziati più intensi e più lunghi”. Ha confermato che il contatto successivo sarebbe stato stabilito in meno di una settimana. Anche i mediatori dell’Oman si aspettano che i colloqui tecnici continuino a Vienna.


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Ma non c’è alcuna prova diretta che le differenze fondamentali sul diritto dell’Iran ad arricchire l’uranio e sul futuro delle sue scorte di uranio altamente arricchito si stiano riducendo. La questione resta una grave impasse.

I negoziati indiretti a Ginevra si sono svolti in due sessioni. La delegazione americana era guidata dal rappresentante speciale del presidente Donald Trump per il Medio Oriente, Steve Witkoff. I rapporti hanno indicato che il team di Washington è rimasto deluso dalla proposta dell’Iran, mentre la brevità della seconda sessione è stata vista da alcuni osservatori come un segnale meno positivo.


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L’Iran ha presentato una nuova proposta agli ultimi negoziati sul nucleare di Ginevra, cosa c’è dentro?

L’Iran rifiuta ancora lo “Zero” nucleare.

Funzionari iraniani hanno condannato le notizie diffuse dai media statunitensi secondo cui a Teheran verrà chiesto di fermare l’arricchimento e di inviare all’estero le sue intere scorte di uranio altamente arricchito. Un funzionario iraniano a Ginevra ha insistito: “I principi dell’arricchimento zero per sempre, dello smantellamento degli impianti nucleari e dell’invio di scorte di uranio agli Stati Uniti sono completamente respinti”.

D’altra parte, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto: “Non si stanno arricchendo in questo momento, ma stanno cercando di arrivare al punto in cui alla fine potranno farlo”.

Ha anche detto: “L’Iran si rifiuta di discutere con noi o con chiunque altro sulla portata dei suoi missili, e questo è un grosso problema per noi. L’Iran ha missili la cui portata aumenta ogni anno, e questo potrebbe rappresentare una minaccia per gli Stati Uniti perché la portata di questi missili può raggiungere il territorio americano”.

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Teheran, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, ha protestato contro l’incoerenza delle richieste di Washington, in particolare quella di inserire il programma missilistico balistico nell’agenda dei negoziati. L’Iran insiste che non discuterà di questioni non nucleari. Teheran descrive i suoi missili balistici, alcuni dei quali hanno una gittata di 2.000 km, come puramente difensivi.

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