Mercoledì la coppia NZD/USD è rimbalzata, guadagnando lo 0,45% per attestarsi intorno a 0,5920 nel momento in cui scriviamo, mentre il dollaro statunitense (USD) si indebolisce dopo due giorni di solidi guadagni. Il cambiamento nel sentiment del mercato si riflette nell’indice del dollaro statunitense (DXY), in calo dello 0,25% a 98,80, mentre i futures S&P 500 suggeriscono un rimbalzo a Wall Street e supportano valute con beta più elevato come il dollaro neozelandese (NZD).

Il dollaro USA sta perdendo slancio mentre gli investitori monitorano da vicino le crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente. La guerra è ormai entrata nel suo quinto giorno, con gli Stati Uniti e Israele che aumentano i loro attacchi aerei e missilistici su obiettivi in ​​Iran. Teheran ha risposto con attacchi missilistici e droni contro le basi statunitensi e le strutture alleate nella regione del Golfo, aumentando le tensioni sui mercati globali.

Allo stesso tempo, articoli del New York Times suggeriscono che l’Iran potrebbe aver tacitamente segnalato la sua apertura a colloqui indiretti con gli Stati Uniti attraverso comunicazioni di intelligence backchannel che coinvolgono la Central Intelligence Agency (CIA). Tuttavia, i funzionari di Washington rimangono scettici sulla possibilità di negoziati a breve termine, suggerendo che lo scontro militare potrebbe continuare a influenzare il sentiment del mercato.

Sul fronte macroeconomico, i dati statunitensi hanno offerto segnali contrastanti. Il rapporto sull’Employment Change dell’Automatic Data Processing (ADP) ha mostrato che l’occupazione nel settore privato statunitense è aumentata di 63.000 unità a febbraio, superando le aspettative di 50.000. Nonostante la sorpresa positiva, le assunzioni restano concentrate in un numero limitato di settori, secondo il capo economista dell’ADP Nela Richardson.

Anche i commenti del segretario al Tesoro americano Scott Bessent hanno attirato l’attenzione del mercato. Bessent ha espresso fiducia nelle prospettive per la creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti quest’anno, sottolineando che la crescita sostenuta dell’occupazione dovrebbe essere guidata dal settore privato. Ha inoltre suggerito che le tariffe potrebbero temporaneamente aumentare fino a circa il 15% mentre vengono effettuate le revisioni commerciali in corso.

Guardando al futuro, i trader attendono la pubblicazione del Purchasing Managers’ Index (PMI) dell’Institute for Supply Management (ISM) più tardi mercoledì, mentre il rapporto sui salari non agricoli (NFP) di venerdì rimane l’evento chiave per valutare lo stato di salute del mercato del lavoro statunitense e le prossime azioni della Federal Reserve (Fed).

Prezzo in dollari neozelandesi oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale del dollaro neozelandese (NZD) rispetto alle principali valute elencate oggi. Il dollaro neozelandese è stato il più forte rispetto al dollaro statunitense.

Dollaro statunitense euro Sterlina inglese Yen giapponese CAD AUD NZD CHF
Dollaro statunitense -0,19% -0,07% -0,28% -0,01% -0,17% -0,43% -0,12%
euro 0,19% 0,11% -0,07% 0,18% 0,02% -0,24% 0,07%
Sterlina inglese 0,07% -0,11% -0,23% 0,07% -0,10% -0,35% -0,04%
Yen giapponese 0,28% 0,07% 0,23% 0,29% 0,12% -0,14% 0,17%
CAD 0,00% -0,18% -0,07% -0,29% -0,17% -0,42% -0,11%
AUD 0,17% -0,02% 0,10% -0,12% 0,17% -0,25% 0,06%
NZD 0,43% 0,24% 0,35% 0,14% 0,42% 0,25% 0,30%
CHF 0,12% -0,07% 0,04% -0,17% 0,11% -0,06% -0,30%

La mappa termica mostra le variazioni percentuali tra le valute più importanti. La valuta di base viene selezionata dalla colonna di sinistra mentre la valuta di quotazione viene selezionata dalla riga superiore. Ad esempio, se selezioni il dollaro neozelandese dalla colonna di sinistra e ti sposti lungo la linea orizzontale fino al dollaro statunitense, la variazione percentuale mostrata nel campo sarà NZD (base)/USD (tasso).

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