Chris Turner di ING sostiene che il cambio USD/JPY è ora saldamente in territorio di intervento e che i mercati stanno osservando per vedere se le misure riguardano solo le autorità giapponesi o sono una mossa pienamente congiunta con la Federal Reserve. Secondo lui, un intervento unilaterale o basato su agenti avrebbe probabilmente solo effetti limitati e di breve durata, mentre una tendenza al ribasso sostenuta del cambio USD/JPY richiederebbe un’inversione dei prezzi globali dell’energia.
Lo yen è vulnerabile nonostante le trattative per un intervento
“USD/JPY è ora saldamente in territorio di intervento. Se si verifica un intervento, il mercato guarderà per vedere se si tratta solo di un intervento giapponese, se la Fed sta semplicemente vendendo USD/JPY come ‘agente’ per la Banca del Giappone, o se si tratta di un intervento completamente congiunto in cui la Fed interviene ‘per proprio conto’ per il Tesoro degli Stati Uniti.”
“Le prime due opzioni probabilmente avranno solo un impatto negativo limitato e a breve termine sulla coppia USD/JPY, mentre la terza opzione potrebbe essere più duratura e sfruttare l’idea che Washington è pronta a combattere contro la recente forza del dollaro. Alcune settimane fa abbiamo ritenuto che la volatilità del trading USD/JPY fosse troppo bassa, inferiore al 10% in una settimana, e potrebbe facilmente scendere sopra il 12% mentre la coppia USD/JPY minaccia 160.”
“Il problema per le autorità di Tokyo e Washington, tuttavia, è che il cambio USD/JPY non scenderà in modo sostenibile finché i prezzi dell’energia non si invertiranno”.
(Questo articolo è stato creato utilizzando uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un editore.)















