Il cambio USD/CHF ha perso terreno dopo quattro giorni di guadagni e lunedì è stato scambiato intorno a 0,7890 durante le ore di negoziazione asiatiche. Il dollaro statunitense (USD) si sta indebolendo rispetto ai suoi omologhi poiché l’avversione al rischio diminuisce in seguito alle notizie secondo cui gli Stati Uniti (USA) potrebbero annunciare una coalizione per scortare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

Inoltre, il segretario americano all’Energia Chris Wright ha affermato di aspettarsi che il conflitto USA-Israele con l’Iran finisca “nelle prossime settimane”, consentendo potenzialmente la ripresa delle forniture di petrolio e la caduta dei prezzi dell’energia.

Tuttavia, i commercianti tengono d’occhio la situazione in Medio Oriente dopo che, secondo quanto riferito, le forze statunitensi hanno attaccato ogni sito militare sull’isola di Kharg, un hub attraverso il quale passa quasi il 90% delle esportazioni di petrolio iraniano, durante il fine settimana. Mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che le infrastrutture petrolifere non sono state attaccate, l’Iran ha avvertito che potrebbe ritorsioni contro qualsiasi impianto petrolifero collegato agli Stati Uniti nella regione.

Il presidente Trump ha anche invitato le nazioni alleate, tra cui Regno Unito, Francia, Cina e Giappone, a contribuire a proteggere lo Stretto di Hormuz, con rapporti che suggeriscono un possibile annuncio della Casa Bianca nei prossimi giorni. Nel frattempo, i ministri degli Esteri dell’Unione Europea (UE) si incontrano a Bruxelles per discutere una possibile risposta navale all’effettiva chiusura dello stretto.

Mercoledì si prevede che la Federal Reserve (Fed) lascerà invariati i tassi di interesse. Gli operatori monitoreranno attentamente le indicazioni dei politici per il resto dell’anno, in particolare per quanto riguarda i rischi di inflazione derivanti dal recente aumento dei prezzi dell’energia.

La coppia USD/CHF potrebbe scendere ulteriormente poiché il franco svizzero (CHF) potrebbe trovare supporto dalla domanda di beni rifugio poiché i trader rimangono cauti tra i rischi geopolitici in corso. Tuttavia, il rialzo potrebbe essere limitato dopo che la Banca nazionale svizzera (BNS) ha segnalato una maggiore disponibilità a intervenire sui mercati dei cambi.

Domande frequenti sul franco svizzero

Il franco svizzero (CHF) è la valuta ufficiale della Svizzera. È una delle dieci valute più scambiate al mondo e ha un volume che supera di gran lunga le dimensioni dell’economia svizzera. Il suo valore è determinato, tra l’altro, dall’umore generale del mercato, dalla situazione economica del Paese o dalle misure adottate dalla Banca nazionale svizzera (BNS). Tra il 2011 e il 2015 il franco svizzero è stato ancorato all’euro (EUR). La brusca rimozione dell’ancoraggio del tasso di cambio ha portato ad un aumento del valore del franco di oltre il 20%, provocando turbolenze sui mercati. Anche se l’ancoraggio non è più in vigore, gli asset in CHF tendono ad essere altamente correlati con quelli dell’euro a causa dell’elevata dipendenza dell’economia svizzera dalla vicina Eurozona.

Il franco svizzero (CHF) è considerato un rifugio sicuro o una valuta che gli investitori tendono ad acquistare durante i periodi di stress del mercato. Ciò è dovuto alla posizione percepita della Svizzera nel mondo: un’economia stabile, un forte settore delle esportazioni, elevate riserve delle banche centrali o una posizione politica di lunga data sulla neutralità nei conflitti globali rendono la valuta nazionale una buona scelta per gli investitori avversi al rischio. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore del CHF rispetto ad altre valute considerate più rischiose da investire.

La Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce quattro volte l’anno – una volta al trimestre, meno spesso delle altre principali banche centrali – per decidere sulla politica monetaria. La banca mira a un tasso di inflazione annuo inferiore al 2%. Se l’inflazione è superiore all’obiettivo o si prevede che lo sarà nel prossimo futuro, la banca tenterà di contenere gli aumenti dei prezzi aumentando il tasso di interesse di riferimento. Tassi di interesse più elevati hanno generalmente un impatto positivo sul franco svizzero (CHF) poiché portano a rendimenti più elevati e rendono il paese più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il CHF.

La pubblicazione dei dati macroeconomici in Svizzera è fondamentale per valutare la situazione economica e può avere un impatto sulla valutazione del franco svizzero (CHF). L’economia svizzera è sostanzialmente stabile, ma qualsiasi cambiamento improvviso nella crescita economica, nell’inflazione, nelle partite correnti o nelle riserve estere della banca centrale può causare fluttuazioni del CHF. In generale, l’elevata crescita economica, la bassa disoccupazione e l’elevata fiducia sono positivi per il CHF. Al contrario, se i dati economici indicano un indebolimento dello slancio, è probabile che il CHF si deprezzi.

Essendo un’economia piccola e aperta, la Svizzera dipende fortemente dalla salute delle economie vicine dell’Eurozona. L’Unione europea nel suo insieme è il partner economico più importante della Svizzera e un importante alleato politico. Pertanto, la stabilità macroeconomica e monetaria nell’Eurozona è essenziale per la Svizzera e quindi per il franco svizzero (CHF). Data questa dipendenza, alcuni modelli suggeriscono che la correlazione tra il destino dell’euro (EUR) e quello del franco svizzero è superiore al 90% o quasi perfetta.

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