La coppia AUD/JPY ha registrato lievi guadagni intorno a 113,00 durante la prima sessione europea di mercoledì. Il dollaro australiano (AUD) si sta rafforzando rispetto allo yen giapponese (JPY) dopo che la Reserve Bank of Australia (RBA) ha aumentato i tassi di interesse e ha continuato ad adottare un tono aggressivo.

Martedì, durante la riunione di politica monetaria di marzo, la RBA ha aumentato il tasso ufficiale di liquidità (OCR) di 25 punti base (bps) al 4,10%. Ciò segue un aumento simile a febbraio e ha segnato il primo aumento consecutivo dalla metà del 2023. Durante la conferenza stampa, il governatore Michele Bullock ha dichiarato che i prezzi restano troppo alti e che il consiglio è preoccupato per gli effetti secondari derivanti dall’aumento dei costi energetici innescati dal conflitto in Medio Oriente.

L’attenzione si concentrerà sui dati sull’occupazione australiana di febbraio, previsti più tardi giovedì. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere invariato al 4,1% a febbraio. Eventuali segnali di rallentamento nel mercato del lavoro statunitense potrebbero indebolire l’Aussie nel breve termine.

I commercianti monitoreranno attentamente la situazione in Medio Oriente. Secondo la BBC, il capo della sicurezza iraniana Ali Larijani è stato ucciso negli attacchi aerei israeliani. Nel frattempo, il capo dell’esercito iraniano Amir Hatami ha promesso di intraprendere una ritorsione “decisa e deplorevole” per l’uccisione del capo della sicurezza Ali Larijani in un attacco aereo israeliano. I timori di una guerra in corso in Medio Oriente potrebbero aumentare la domanda di beni rifugio, sostenendo lo JPY e ponendo un vento contrario al cross valutario.

Analisi tecnica:

Sul grafico giornaliero, la propensione a breve termine per AUD/JPY è rialzista poiché il prezzo rimane ben al di sopra della media mobile esponenziale a 100 giorni intorno a 106,40 e la tendenza rialzista complessiva rimane intatta. Le recenti candele si stanno muovendo al di sopra della banda centrale crescente di Bollinger, mentre la banda superiore continua ad espandersi, confermando una forte volatilità rialzista. L’RSI giornaliero si aggira intorno ai 60 anni e rimane in territorio positivo senza raggiungere estremi di ipercomprato, indicando una continua pressione d’acquisto piuttosto che un avanzamento esaurito.

Una resistenza immediata sorge al recente picco a 113,70, supportata dalla banda di Bollinger superiore a 113,80; Una chiusura giornaliera al di sopra di quest’area aprirebbe la strada verso la successiva regione di 115,00. D’altro canto, il primo supporto si trova a 111,40 dalla banda centrale di Bollinger, seguito dalla zona 110,15-110,35, che coincide con il precedente consolidamento e cluster di bande di metà ottobre. Un pullback più profondo mirerebbe all’area 108,70, appena sopra l’EMA a 100 giorni, dove il supporto del trend si allinea con la parte inferiore della recente struttura di Bollinger; Solo una rottura al di sotto di quest’area metterebbe a repentaglio l’attuale costellazione rialzista.

(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)

Domande frequenti sullo yen giapponese

Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.

Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.

Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.

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