Giovedì, durante l’orario di negoziazione asiatico, la coppia EUR/JPY ha recuperato le recenti perdite della sessione precedente, attestandosi intorno a 183,30. La coppia valutaria rimane più forte mentre lo yen giapponese (JPY) si indebolisce dopo che la Banca del Giappone (BoJ) ha deciso di mantenere il tasso di interesse a breve termine stabile allo 0,75% come previsto. L’attenzione si concentrerà sulla decisione sul tasso di interesse della Banca Centrale Europea (BCE) nel corso della giornata.
La BoJ ha deciso la sua politica con un voto di 8 a 1. Il membro del consiglio Hajime Takata ha proposto di aumentare il tasso di interesse a breve termine dallo 0,75% all’1,0%, affermando che l’obiettivo della stabilità dei prezzi è stato ampiamente raggiunto, ma la proposta è stata respinta dalla maggioranza. Gli investitori sono concentrati su come il governatore della BoJ Kazuo Ueda troverà l’equilibrio tra la necessità di sostenere un’economia colpita dallo shock ed evitare di rallentare sull’inflazione nel suo briefing post-riunione.
L’aumento dei prezzi dell’energia sta aumentando le pressioni inflazionistiche globali e complicando le prospettive politiche della Banca Centrale Europea (BCE). Si prevede che la BCE annuncerà la sua decisione giovedì e si prevede che lascerà invariato il tasso di riferimento sui depositi al 2,0% a marzo.
Lo stratega della Commerzbank Hauke Siemßen ha sottolineato che le aspettative della BCE probabilmente guideranno i movimenti del mercato poiché i forward hanno ormai pienamente scontato un rialzo dei tassi di prim’ordine entro settembre e c’è solo una probabilità del 50% di un altro entro la fine dell’anno. Secondo Bloomberg, i mercati si sono allontanati dalle aspettative di taglio dei tassi poiché i trader ora si aspettano due rialzi dei tassi entro la fine del 2026 a causa delle continue preoccupazioni sull’inflazione.
Domande frequenti sulla Banca del Giappone
La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese che stabilisce la politica monetaria del paese. La sua missione è emettere banconote ed effettuare controlli monetari e monetari per garantire la stabilità dei prezzi, il che significa un obiettivo di inflazione di circa il 2%.
La Banca del Giappone ha introdotto una politica monetaria estremamente espansiva nel 2013 per stimolare l’economia e aumentare l’inflazione in un contesto di bassa inflazione. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ovvero sulla stampa di banconote per acquistare attività come obbligazioni governative o societarie per fornire liquidità. Nel 2016, la banca ha raddoppiato la sua strategia e allentato ulteriormente le sue politiche, introducendo prima tassi di interesse negativi e poi controllando direttamente il rendimento dei suoi titoli di stato a 10 anni. Nel marzo 2024, la BoJ ha alzato i tassi di interesse, invertendo di fatto la sua politica monetaria estremamente accomodante.
Le massicce misure di stimolo della banca hanno portato ad una svalutazione dello yen rispetto ai suoi principali partner valutari. Questo processo si è intensificato nel 2022 e nel 2023 a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali, che hanno optato per un forte aumento dei tassi di interesse per combattere decenni di inflazione. Le politiche della BoJ hanno portato ad un ampliamento del differenziale con le altre valute e hanno depresso il valore dello yen. Questa tendenza è stata parzialmente invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare la sua posizione politica ultra-espansiva.
L’indebolimento dello yen e l’aumento dei prezzi globali dell’energia hanno portato ad un aumento dell’inflazione giapponese, che ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ. A questo movimento ha contribuito anche la prospettiva di un aumento dei salari nel paese, un fattore chiave per l’inflazione.















