Il presidente del parlamento iraniano ha lanciato l’avvertimento più radicale e non convenzionale mai visto nel crescente conflitto con gli Stati Uniti, suggerendo che le istituzioni finanziarie e gli investitori statunitensi potrebbero essere considerati obiettivi militari.

In un post di X di domenica, il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha scritto che le società finanziarie legate al finanziamento dell’esercito americano erano “obiettivi legittimi” e ha affermato che i titoli del Tesoro americano erano “intrisi del sangue degli iraniani”. Il post si concludeva con un avvertimento rivolto agli investitori: “Monitoriamo i vostri portafogli. Questo è il vostro ultimo avviso”.

La dichiarazione ha segnato una significativa escalation retorica, ampliando la diffidenza dell’Iran oltre le basi militari e le infrastrutture statunitensi per includere strumenti e istituzioni finanziarie, nel mezzo di una guerra che ha già sconvolto i mercati energetici globali e destabilizzato gli investitori.

Perché è importante?

I commenti sembrano offuscare il confine tra minacce militari e coercizione finanziaria. Sebbene l’Iran abbia ripetutamente avvertito che reagirà contro obiettivi militari statunitensi e alleati, il ricorso esplicito ai titoli del Tesoro americano – tra le attività finanziarie più sicure e più ampiamente detenute al mondo – spinge il conflitto in un territorio in gran parte inesplorato.

Qualsiasi suggerimento che i detentori del debito sovrano possano essere presi di mira, anche retoricamente, potrebbe aumentare i rischi di mercato in un momento in cui i prezzi globali del petrolio sono già volatili e la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz è gravemente interrotta.

Cosa sapere

Ghalibaf, ex comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e una delle figure politiche più potenti dell’Iran, è emersa come una delle voci più esplicite durante il conflitto. Nelle ultime due settimane, ha lanciato una serie di avvertimenti a X, minacciando ritorsioni contro le infrastrutture statunitensi e israeliane e dichiarando che l’Iran “abbandonerà ogni moderazione” se le sue risorse vitali verranno attaccate.

L’ultimo post va oltre inquadrando la partecipazione finanziaria al debito pubblico statunitense come complicità nelle operazioni militari. I titoli del Tesoro statunitense sono detenuti da banche centrali, fondi pensione, banche e singoli investitori in tutto il mondo e costituiscono la spina dorsale del sistema finanziario globale.

L’Iran ha una lunga storia di retorica aggressiva mirata alla deterrenza e alla pressione, soprattutto durante i periodi di stress militare. La Casa Bianca ha ripetutamente affermato che l’Iran si troverebbe ad affrontare “conseguenze schiaccianti” per qualsiasi attacco agli interessi statunitensi.

I commenti arrivano mentre il conflitto non mostra chiari segnali di riduzione L’Iran continua a considerare lo Stretto di Hormuz come una leva contro gli Stati Uniti.

Sabato sera, Trump ha lanciato un ultimatum all’Iran in un post sui social Truth, minacciando di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse riaperto completamente lo Stretto di Hormuz entro 48 ore.

In risposta, Ghalibaf ha avvertito che qualsiasi attacco a centrali elettriche o infrastrutture sarebbe seguito da attacchi di ritorsione contro impianti energetici e petroliferi in Medio Oriente. I mercati energetici saranno attentamente monitorati.

Questa è una notizia dell’ultima ora e verrà aggiornata.

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