Giovedì 26 marzo 2026 – 11:00 WIB

Giacarta – La crisi energetica innescata dai conflitti in Medio Oriente comincia ora a colpire ampiamente diversi paesi asiatici. Alcuni governi hanno adottato misure serie per risparmiare energia, dall’incoraggiare le persone a fare docce più brevi alla riduzione dei voli nazionali, allo spegnimento dei lampioni per ridurre il consumo di carburante.



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L’interruzione delle forniture di petrolio e gas è avvenuta dopo che l’Iran ha bloccato lo Stretto di Hormuz in risposta agli attacchi militari di Stati Uniti e Israele. Questa rotta è una delle rotte energetiche più vitali del mondo, con oltre l’80% del petrolio greggio e del gas naturale liquefatto (GNL) che la attraversa e che viene destinato alla regione asiatica.

Ciò rende i paesi asiatici molto vulnerabili alla crisi energetica. L’impatto di ciò non è solo un aumento dei prezzi del carburante, ma anche una minaccia alla stabilità economica e alle catene di approvvigionamento. Di seguito sono riassunte le misure adottate dai paesi asiatici per superare la minaccia della crisi energetica: ABCGiovedì 26 marzo 2026.


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Corea del Sud

In Corea del Sud, il presidente Lee Jae Myung ha lanciato un appello per una campagna nazionale di risparmio energetico. Il governo chiede alle persone di attuare 12 misure di efficienza, tra cui fare docce più brevi, caricare i dispositivi durante il giorno e utilizzare lavatrici e aspirapolvere solo nei fine settimana.


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Il governo ha inoltre chiesto alle 50 aziende più consumatrici di energia di ridurre il consumo di carburante e di incoraggiare la rotazione dell’orario di lavoro per ridurre la mobilità.

Oltre a ciò, l’utilizzo dei veicoli ufficiali è limitato ad un sistema di rotazione in base al numero di targa. Le restrizioni ai veicoli privati ​​sono ancora facoltative ma potrebbero essere ulteriormente inasprite se la situazione dovesse peggiorare.

filippino

Nel frattempo, nelle Filippine, il presidente Ferdinand Marcos Jr. ha stabilito lo stato di emergenza energetica nazionale. Ha descritto questa crisi come una seria minaccia per l’approvvigionamento energetico del paese.

Nella sua dichiarazione ha messo in guardia contro un’imminente minaccia per l’approvvigionamento energetico a causa del conflitto in Medio Oriente. Il governo ha inoltre formato un comitato speciale per garantire che la distribuzione di carburante, cibo, medicinali e altri beni di prima necessità proceda senza intoppi.

Ha affermato che il conflitto ha innescato incertezza nel mercato globale dell’energia, gravi interruzioni della catena di approvvigionamento, volatilità e pressione derivanti dai significativi aumenti dei prezzi internazionali del petrolio, ponendo così una minaccia alla sicurezza energetica del paese.

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Questo stato di emergenza è valido per un anno e consente al governo di agire rapidamente, compresa la fornitura di carburante, utilizzando un meccanismo speciale.

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