L’euro (EUR) rimane praticamente invariato rispetto al dollaro statunitense (USD) nel momento in cui scriviamo giovedì, consolidando le perdite dei due giorni precedenti. Il rifiuto da parte dell’Iran della proposta di piano di pace statunitense ha deluso le deboli speranze di un accordo di pace in Medio Oriente, intaccando la propensione al rischio degli investitori e fornendo ulteriore sostegno al bene rifugio USD.
L’Iran ha rifiutato il piano in 15 punti degli Stati Uniti per porre fine alla guerra in Medio Oriente e ha rifiutato qualsiasi negoziato finché il paese continuerà ad essere attaccato. Gli Stati Uniti hanno minacciato di “colpire più duramente” mentre gli aerei americani e israeliani continuano ad attaccare. Teheran ha risposto lanciando missili e droni nel centro e nel nord di Israele e lo Stretto di Hormuz rimane chiuso per la quarta settimana, bloccando l’economia globale e danneggiando il sentiment del mercato.
Per quanto riguarda la politica monetaria, Joachim Nagel, membro del comitato della Banca centrale europea (BCE), ha ribadito che un aumento dei tassi sarebbe un’opzione nella riunione di aprile, in linea con i commenti fatti mercoledì dalla presidente Christine Lagarde, che ha affermato che la banca centrale è pronta ad apportare modifiche alla politica monetaria se l’inflazione dovesse rivelarsi più forte. Sul fronte macroeconomico, l’indagine tedesca GfK sulla fiducia dei consumatori prevede un forte calo a -28 ad aprile, il dato peggiore in oltre due anni, da -24,8 a marzo.
Analisi tecnica: la ripresa dell’euro potrebbe aver raggiunto il picco
Giovedì, nel momento in cui scrivo, la coppia EUR/USD viene scambiata a 1,1560. La coppia rimane all’interno di un canale rialzista dai minimi di metà marzo, ma il doppio massimo intorno a 1,1635 e il pattern a candela Evening Star sul grafico giornaliero suggeriscono che i rialzisti potrebbero aver perso la fiducia.
Anche gli indicatori tecnici puntano verso il basso sul grafico a 4 ore. L’istogramma della media mobile convergenza divergenza (MACD) è diventato più negativo con la linea MACD sotto il segnale, indicando uno slancio ribassista. Il Relative Strength Index (RSI) si è ritirato verso la metà degli anni ’40, rafforzando la perdita di rialzista e suggerendo il rischio di un ulteriore ribasso finché rimane al di sotto della recente zona 1,1610.
La resistenza iniziale si manifesta nella citata area di 1,1635 (massimi del 23 e 25 marzo) prima del massimo del 10 marzo a 1,1670. D’altra parte, l’area 1,1550 mantiene i rialzisti davanti al fondo del canale, ora intorno a 1,1535, e al minimo del 23 marzo a 1,1484 giovedì.
(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)
Domande frequenti della BCE
La Banca Centrale Europea (BCE) con sede a Francoforte, in Germania, è la banca di riserva dell’Eurozona. La BCE fissa i tassi di interesse e gestisce la politica monetaria per la regione. Il mandato principale della BCE è garantire la stabilità dei prezzi, il che significa mantenere l’inflazione intorno al 2%. Lo strumento principale per raggiungere questo obiettivo è aumentare o abbassare i tassi di interesse. Tassi di interesse relativamente elevati di solito portano a un euro più forte e viceversa. Il Consiglio direttivo della BCE prende le decisioni di politica monetaria in otto riunioni all’anno. Le decisioni vengono prese dai capi delle banche nazionali della zona euro e da sei membri permanenti, tra cui la presidente della BCE Christine Lagarde.
In situazioni estreme, la Banca Centrale Europea può introdurre uno strumento politico chiamato allentamento quantitativo. Il QE è il processo attraverso il quale la BCE stampa euro e li utilizza per acquistare asset – solitamente titoli di stato o obbligazioni societarie – da banche e altri istituti finanziari. Il QE di solito porta a un euro più debole. Il QE è l’ultima risorsa quando è improbabile che il semplice abbassamento dei tassi di interesse raggiunga l’obiettivo della stabilità dei prezzi. La BCE l’ha utilizzata durante la Grande Crisi Finanziaria del 2009-2011, nel 2015 quando l’inflazione è rimasta ostinatamente bassa, e durante la pandemia di Covid.
L’inasprimento quantitativo (QT) è l’opposto del QE. Viene effettuato dopo l’allentamento quantitativo, quando è in corso una ripresa economica e l’inflazione comincia a salire. Mentre la Banca Centrale Europea (BCE) acquista titoli di stato e obbligazioni societarie dalle istituzioni finanziarie nella fase di QE per fornire loro liquidità, nella fase QT la BCE smette di acquistare più obbligazioni e non investe più il capitale dovuto nelle obbligazioni che già detiene. Di solito è positivo (o rialzista) per l’euro.















