Giovedì la coppia USD/JPY viene scambiata vicino all’area di prezzo di 159,40 dopo essere salita all’inizio della giornata, anche se l’azione dei prezzi è diventata più volatile durante la sessione americana poiché i titoli hanno brevemente sostenuto la propensione al rischio.

All’inizio della giornata, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha aumentato le tensioni con l’Iran dichiarando che gli Stati Uniti avrebbero “adottato azioni più dure” e avvertendo che sarebbero probabili altre due o tre settimane di combattimenti, ma ha escluso negoziati. L’Iran sembra inoltre riluttante ad impegnarsi diplomaticamente e a mantenere il controllo sullo Stretto di Hormuz.

I mercati hanno inizialmente reagito con una forte avversione al rischio. I prezzi del petrolio sono aumentati notevolmente mentre le azioni, le obbligazioni e l’oro sono diminuiti, aumentando la domanda di dollaro statunitense (USD). Questa dinamica ha spinto l’USD/JPY al rialzo poiché il biglietto verde ha beneficiato degli afflussi di beni rifugio e della relativa resilienza economica.

Tuttavia, la coppia ha ridotto i guadagni intraday durante la sessione americana dopo che sono emerse notizie secondo cui l’Iran sta elaborando un protocollo con l’Oman per gestire e facilitare il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, segnalando una possibile mossa per stabilizzare le condizioni di navigazione.

Dal lato giapponese, i fondamentali continuano a pesare sullo yen giapponese (JPY). A causa della sua forte dipendenza dalle importazioni di energia, il Giappone è particolarmente vulnerabile all’aumento dei prezzi del petrolio, che peggiorano la sua bilancia commerciale ed esercitano pressioni sulla valuta. Inoltre, permane la preoccupazione che la Banca del Giappone (BoJ) possa sottovalutare l’impatto economico del conflitto iraniano, in particolare a causa dei costi di produzione più elevati e delle interruzioni dell’approvvigionamento.

Allo stesso tempo, le autorità giapponesi hanno ribadito i loro avvertimenti sull’eccessiva debolezza dello yen, suggerendo che i rischi di intervento rimangono elevati con l’aumento della volatilità. Tuttavia, senza un deciso cambiamento politico da parte della BoJ, questi avvertimenti hanno avuto un impatto limitato e duraturo.

Analisi tecnica a breve termine:

Sul grafico a 4 ore, la coppia USD/JPY viene scambiata a 159,37. L’orientamento a breve termine è quasi neutrale poiché la coppia è al di sopra sia della media mobile semplice (SMA) a 20 che a 100 periodi, con la media più breve che continua a essere scambiata al di sopra della media più lunga nonostante l’appiattimento. Il prezzo si sta consolidando appena sotto l’area di resistenza di 159,70 dopo essersi ripreso dal calo della scorsa settimana verso 158,30, mantenendo gli acquirenti sotto controllo mentre lo slancio si stabilizza. Il Relative Strength Index (RSI) è intorno a 52, indicando un tono moderato ma comunque positivo piuttosto che condizioni di tendenza forti.

Si vede un supporto immediato a 159,32, con protezione aggiuntiva a 159,24, entrambi vicini alla SMA a 20 periodi, rafforzando quest’area come livello chiave per l’attuale ripresa. Una rottura prolungata al di sotto di questi livelli esporrebbe la SMA a 100 periodi in aumento vicino a 159,20, dove potrebbe svilupparsi una correzione più profonda. D’altro canto, la resistenza iniziale si trova a 159,39 davanti al tetto più significativo a 159,70, che coincide con i recenti massimi di consolidamento. Un chiaro movimento sopra 159,70 riaprirebbe il percorso verso 160,00 e rafforzerebbe la prospettiva rialzista.

(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)

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