Venerdì la coppia USD/JPY viene scambiata invariata a 159,60 durante l’orario di negoziazione asiatico. A causa delle festività del Venerdì Santo, i volumi degli scambi dovrebbero essere bassi. Tutti gli occhi saranno puntati sul rapporto sui salari non agricoli (NFP) degli Stati Uniti di marzo, che sarà pubblicato più tardi venerdì.
Le crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno facendo salire i prezzi del petrolio e rafforzando il dollaro statunitense (USD) rispetto allo yen giapponese (JPY). Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta esortando l’Iran a raggiungere un accordo dopo che un attacco militare ha distrutto un ponte vicino a Teheran. Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che i recenti attacchi di Washington alle infrastrutture civili non costringeranno il Paese a fare marcia indietro, aggiungendo che tali azioni “trasmettono la sconfitta e il collasso morale di un nemico allo sbando”.
D’altro canto, il caos che circonda la politica tariffaria statunitense potrebbe limitare il potenziale di rialzo del biglietto verde. Secondo Bloomberg, nei prossimi mesi l’amministrazione Trump prevede di tagliare fino al 100% su alcuni farmaci importati da aziende che non stringono accordi con la sua amministrazione. Una dichiarazione della Casa Bianca afferma che la nuova tassa si applica ai farmaci brevettati fabbricati in paesi che non hanno accordi tariffari con gli Stati Uniti, da aziende che non hanno accordi sui prezzi MFN con il governo.
I timori che le autorità giapponesi possano intervenire a sostegno della valuta locale potrebbero sostenere lo JPY e agire come un ostacolo per la coppia. Il principale diplomatico monetario giapponese, Atsushi Mimura, ha dichiarato lunedì che i funzionari potrebbero dover adottare misure “decisive” se i movimenti speculativi nel mercato dei cambi continueranno.
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.











