I futures Dow Jones Industrial Average (DJIA) vengono scambiati sostanzialmente stabili nel primo pomeriggio di venerdì (GMT), mantenendosi sopra 49.100 dopo una sessione instabile che ha visto i prezzi oscillare tra 48.900 e 49.500. La propensione al rischio è stata spinta nella direzione opposta dalle rinnovate notizie sulla diplomazia USA-Iran da Islamabad e dalla fiducia dei consumatori più forte del previsto da parte dell’Università del Michigan (UoM), che tuttavia ha registrato il suo livello più debole di sempre ad aprile. La sessione precedente si è chiusa in ribasso, con l’indice della liquidità che ha perso circa lo 0,36% a causa del peso degli utili tecnologici.
Witkoff e Kushner sono in viaggio in Pakistan quando arriva Araghchi
L’inviato speciale americano Steve Witkoff e il suo consigliere senior Jared Kushner atterreranno a Islamabad questo fine settimana per prendere parte ai colloqui con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che è volato in Pakistan venerdì sera ora locale. La notizia ha innescato un breve picco di rischio durante le ore di negoziazione europee, con i futures DJIA che sono risaliti sopra 49.400 e i prezzi del petrolio in calo mentre i trader si concentravano sulla possibilità di una ripresa del secondo round di negoziati in fase di stallo. Il vicepresidente JD Vance non prende attualmente parte al viaggio in quanto è assente anche il negoziatore iraniano del primo turno, il presidente della Camera Mohammad Bagher Ghalibaf, il che la Casa Bianca interpreta come un segnale che Teheran non è ancora pronta a impegnarsi per un secondo turno completo.
Il quadro bilaterale dell’Iran riduce le possibilità di una soluzione
L’entusiasmo fu di breve durata. I media statali iraniani IRNA hanno esplicitamente descritto il viaggio di Araghchi come una visita bilaterale a funzionari pakistani piuttosto che una conversazione diretta con la delegazione statunitense, con fermate aggiuntive a Mascate e Mosca. Lo stesso Araghchi ha pubblicato su In combinazione con l’assenza di Ghalibaf, le possibilità di una svolta sostanziale in questo particolare viaggio sono scarse, e i futures DJIA hanno ridotto i guadagni precedenti poiché i trader hanno riconosciuto il divario tra ottica e sostanza.
Il sentiment dell’UoM è migliore ma rimane ai minimi storici
L’indice finale della fiducia dei consumatori UoM per aprile si è attestato a 49,8, ben al di sopra del consenso di 47,6 ma ancora il più debole mai registrato e in calo del 6,6% rispetto a marzo. Il sottoindice “Aspettative dei consumatori” era 48,1 rispetto al 46,1 previsto. Sul fronte dell’inflazione, le aspettative a un anno sono scese al 4,7% dal 4,8%, mentre l’indice a cinque anni è salito al 3,5% dal 3,4%, spingendo verso l’alto la parte più difficile del quadro dell’inflazione proprio mentre la Federal Reserve (Fed) valuta l’impatto che gli elevati prezzi del petrolio avranno sulle prossime letture dell’indice dei prezzi al consumo (CPI). Questo mix è difficile per le azioni perché contrasta un cambiamento di politica della Fed a breve termine senza migliorare significativamente il quadro di crescita.
La situazione di stallo nello Stretto di Hormuz continua a limitare il rialzo
Al di là dei titoli diplomatici, la situazione di fondo in Iran rimane tesa. Il blocco navale statunitense dello Stretto di Hormuz rimane ancora in vigore e il presidente Donald Trump si rifiuta di revocarlo fino al raggiungimento di un accordo, mentre l’Iran mantiene il controllo operativo della via navigabile. Le segnalazioni di navi sanzionate che ancora transitano nello stretto sottolineano la situazione di stallo, e finché i premi di rischio per l’approvvigionamento petrolifero rimangono elevati, è improbabile che i futures DJIA riprendano in modo pulito la zona di 49.500 toccata all’inizio della settimana senza una ripresa reale e confermata dei colloqui diretti USA-Iran.
Grafico Dow Jones a 5 minuti
Domande frequenti sul Dow Jones
Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi del mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L’indice è ponderato per il prezzo e non per la capitalizzazione. Si calcola sommando i prezzi dei singoli titoli e dividendoli per un fattore, che attualmente è 0,152. L’indice è stato fondato da Charles Dow, fondatore anche del Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per non essere sufficientemente rappresentativo, poiché riflette solo 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l’S&P 500.
Molti fattori diversi determinano il Dow Jones Industrial Average (DJIA). La performance complessiva di ciascuna società, divulgata nelle relazioni trimestrali sugli utili delle società, è la più importante. Anche i dati macroeconomici statunitensi e globali contribuiscono poiché influiscono sul sentiment degli investitori. Anche il livello dei tassi di interesse fissati dalla Federal Reserve (Fed) influenza il DJIA perché influisce sul costo del denaro, sul quale molte aziende fanno molto affidamento. Pertanto, l’inflazione può essere un fattore importante, oltre ad altri parametri che influenzano le decisioni della Fed.
La Teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per identificare il trend primario del mercato azionario. Un passo importante è confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) e del Dow Jones Transportation Average (DJTA) e monitorare solo le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. Il volume è un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi di analisi picco-valle. La teoria di Dow presuppone tre fasi di tendenza: accumulazione, quando il denaro intelligente inizia a comprare o vendere; partecipazione pubblica, quando partecipa il grande pubblico; e distribuzione quando il denaro intelligente scompare.
Esistono diversi modi per commerciare con il DJIA. Uno è quello di utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo invece di dover acquistare azioni di tutte le 30 società coinvolte. Un esempio lampante è l’ETF SPDR Dow Jones Industrial Average (DIA). I contratti futures DJIA consentono ai trader di speculare sul valore futuro dell’indice e le opzioni danno il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’indice in futuro a un prezzo predeterminato. I fondi comuni di investimento consentono agli investitori di acquistare una parte di un portafoglio diversificato di azioni DJIA, fornendo esposizione all’indice complessivo.















