Nel giugno 2023 sono iniziati i lavori per lo sviluppo del nuovo stadio Spotify Camp Nou e, tuttavia, il Barcellona non è ancora tornato nel suo iconico stadio. Negli ultimi anni sono state fissate diverse scadenze, ma finora nessuna è stata rispettata.
L’impresa edile turca Limak è quella che sta lavorando su Spotify Camp Nou da due anni, e durante questo periodo sono sorte numerose polemiche che la coinvolgono. E ora ne è emerso un altro.
Come riportato da Cadena SER (via Medico), sono emersi i dettagli del processo che ha portato Limak a ricevere i diritti di costruzione per Spotify Camp Nou. Nello specifico, è emerso che occupavano inizialmente una delle posizioni più basse tra quelli in lizza per il contratto, secondo la valutazione effettuata dal team tecnico del progetto Espai Barca.
Le ragioni per cui Limak è stata inizialmente abbandonata
Il 28 dicembre 2022 è stata prodotta una relazione tecnica che mostrava che Limak era dietro Fomento de Construcciones y Contratas (FCC) e Ferrovial nella suddetta valutazione. Le ragioni erano: l’impossibilità di giustificare il programma di lavoro (che prevedeva il ritorno su Spotify del Camp Nou nel novembre 2024) e la richiesta di 200 milioni di euro a titolo di anticipo, mentre i restanti consorzi chiedevano solo 12 milioni di euro.
Limak aveva inizialmente ottenuto un punteggio inferiore a 50 nella relazione tecnica, contro il 58 di FCC e il 40 di Ferrovial. Ma nel rapporto finale di due giorni dopo furono aumentati a 74, che li vide ricevere i diritti su Spotify Camp Nou.
Resta da vedere se ci sarà qualche risposta da parte di Cadena SER al loro rapporto, ma si può dire con certezza che le prospettive non sembrano buone, soprattutto considerando che il ritorno del Barcellona allo Spotify Camp Nou potrebbe concludersi più di un anno dopo la scadenza di Limak del 30 novembre 2024.
